
Alza la testa è il nuovo film di Alessandro Angelini, già regista de
L'aria salata, ed è il remake italiano di
Rocky Balboa. No, scherzo. Ho detto SCHERZO. Castellitto è un pugile dilettante che ha avuto un figlio da una ragazza albanese, e spera che almeno lui sfondi nella boxe - ma l'unica cosa che sembra interessarlo, giustamente, è sfondare nella patata. Idiozie a parte, per le quali mi scuso, il
trailer è caruccio e il film, anche se dal Festival di Roma ha ricevuto poca pubblicità (non che stessi proprio ad ascoltare attentamente, ma non ne ho sentito molto parlare), sembra interessante. Certo, anche
L'aria salata mi aveva fatto quell'impressione, ma mica sono andato a vederlo. In ogni caso, visto l'andazzo, sembra roba accettabile.

Anno uno è un film brutto, orripilante e vergognoso. Fidatevi, io l'ho visto e
ne ho già scritto. Se invece non volete fidarvi andate pure a vederlo, poi tornate qui a piangere sangue e merda urlando perché perché non ti abbiamo dato retta, oh messia, quando ci hai indicato la strada da percorrere? Beh, fanculo. Questo film, se uno è in giornata, può affossare da solo ogni simpatia che avevamo accumulato nei confronti del sistema-Apatow, e mi viene da piangere ogni volta che penso che questa piaga putrescente è stata diretta dal regista di
Ricomincio da capo. E io l'ho visto in inglese, per dire.

Berlin Calling è un film tedesco che, er, pensavo fosse un documentario e invece no, e parla di un produttore techno che finisce in psichiatria a causa della sua vita spericolata. Ah, il cinema tedesco. La musica techno, i nazisti, i post-nazisti, i pre-nazisti. Che palle. Al di là del titolo che fa un po' cool, uno dei film di questo periodo che mi suscita maggior disinteresse. Non è fastidio, ma forse è pure peggio così.

Marpiccolo è il nuovo film di Alessandro Di Robilant, uno che ha come momento chiave della sua carriera un film scritto da Maurizio Costanzo, PROSIT, ed era l'unico film italiano a partecipare ad "Alice nelle città", sezione del Festival di Roma dedicata al cinema per ragazzi et similia. Come sembra? Ehm, boh, mah, chi lo sa. L'impressione di una cosetta un po' confusa e ingenuotta è tutta mia, ma da una debita distanza - anche perché il
trailer non è che un'alternanza di ragazzi in canotta che inforcano motorini e corrono, quindi è difficile capirci qualcosa. Facciamo così: vi piacciono i ragazzi in canotta e/o i motorini? Accomodatevi. Sennò,
film italiano da deridere della settimana e non se ne parli più.

Nemico pubblico è il nuovo film di Michael Mann, e non credo che qualcuno di voi potesse avere un dubbio sull'iconcina corrispondente. E' vero, a volte mi sveglio la mattina e credo che il culto che si è formato attorno a Mann sia forse eccessivo nel senso che può avere conseguenze nefaste (tipo accettare acriticamente tutto quello che fa e che farà mai, compresi i film in cui mette il nome o due monetine per il caffè alle macchinette) ma stiamo parlando comunque di uno dei migliori registi del cinema americano odierno, quindi vaffanculo: il peggio che può capitare, al massimo, è che sia
soltanto un bel film - cosa pure probabile, vista l'accoglienza un po' meh in patria: ma ricordiamo che
Miami Vice era stato accolto
malissimo. Ed era
Miami Vice, santo cazzo.

Popieluszko - Non si può uccidere la speranza è un film il cui titolo pensate di non saper scrivere e pronunciare, ma soltanto perché non avete sentito il nome del regista: Rafal Wieczynski. Me lo immagino, Rafal Wieczynski alle prese con un call center. No, Rafal va senza la e. Sì, ra come ravenna e poi fal come fallaci. Wu doppia, sì, poi ie come internet explorer, ci, zeta, ipsolon, ma no che non la sto prendendo per il culo, mi chiamo davvero così. Pronto? Il film in realtà è una roba serissima, tanto che mi sono addormentato leggendo una trama lunga 20 righe, figuriamoci vedendolo. Quello vero dura 150 minuti.

L'uomo che fissa le capre è, prima di tutto, un film diretto dal terrorista di
True Lies. Dovrebbero scriverlo nel poster. "Il nuovo film del terrorista di
True Lies". In realtà su questo film, che esce domani anche negli USA, non mi sono fatto ancora un'idea precisa, anche se al conto degli elementi sarebbe assolutamente promosso: il cast è davvero wow, l'idea di militari che fanno cose imbecilli come quella del titolo pure, e per ora ne ho letto piuttosto bene. Probabilmente non basta, ma almeno è promettente.