
Albakiara - Il film è un film incredibile. Fatto: è diretto da Stefano Salvati, universalmente noto per aver diretto il musicarello degli 883,
Jolly blu. Ho detto JOLLY BLY. Fatto: è scritto da Carlo Lucarelli. Paura, eh? Fatto: alla sceneggiatura ha collaborato, tra gli altri, Ilaria Bernardini - di cui non vi parlo perché sono un gentiluomo e perché voglio evitare che i vostri cervelli esplodano, ma cercate su google
ilaria bernardini secondavisione e fatevi due risate, ricordando i bei tempi che furono, ah!, i bei tempi dei blog. Fatto: il film si chiama come una celebre canzone di Vasco Rossi, ma con la canzone non c'entra dichiaratamente una fava. Su questo, le questioni sono due, a parte quella per cui se andate a vedere di vostra sponte un film il cui titolo è una canzone di Vasco Rossi ma con la K al posto della C, con me avete ufficialmente chiuso, non credo di dover spiegare perché - anzi ve lo spiego, perché siete dei COGLIONI oppure perché siete troppo giovani perché mi rivolgiate la parola senza che io vi derida o venga arrestato per crimini violenti e/o sessuali che, molto probabilmente, avrei commesso entro breve. Primo, che Vasco Rossi è una delle più grandi e micidiali piaghe della nostra cultura popolare, e che se il Vasco degli ultimi 10 anni ha contribuito al rincoglionimento della mia generazione quasi quanto il berlusconismo, quello degli ultimi 5 è la cosa più vicina a una purulenta emorroide che sia mai passata in heavy rotation dai tempi di Alessandro Canino, e se la pensate diversamente beh Get Off My Internet Now grazie. Lo so che non c'entra niente, ma era l'occasione giusta per dirlo. Secondo, che dopo
Notte prima degli esami sembra essersi stabilita la moda di fare film tratti da titoli di celebri canzoni adolescenziali. Peccato per la scelta un po' povera, tanto più che in questo film Kiara o Chiara o kome kazzo si kiama, probabilmente nemmeno si MASTURBA come sarebbe giusto e doveroso che fosse in un film che si chiama così. Ma dico, a quando un film su
Freak di Samuele Bersani? Cazzo, quello sì è un film che andrei a vedere, al volo.

Babylon A.D. è il nuovo film di Mathieu Kassovitz, uno che di base farebbe o dovrebbe fare l'attore, ma per nostra sfortuna ha anche fatto UN bel film, ormai 13 anni fa, sul quale però è riuscito a costruirsi una carriera da regista che ha del vergognoso, con una sequela di film che causano tutti la stessa reazione, e cioè
ma che davéro il regista di questa merdata è quello dell'Odio?, eppure poi, non si sa come, gli fanno fare un altro film. Non so, magari costa poco. Ma quando passa Mathieu Kassovitz (ride tutta la città, diranno i miei piccoli simpatici amici) sembra che i produttori cinematografici abbiano degli attacchi improvvisi di Alzheimer e/o generico rincoglionimento, del tipo
ehi tu con la faccia da parigino del cazzo ma tu sei il regista dell'Odio, che figata l'Odio, tieni questi SESSANTA mijoni di verdoni per fare un film di fantascienza tratto da Dantec con Vin Fottuto Diesel, e non dirmi cosa hai fatto negli ultimi 13 anni na na nanana non sento na na nanana du du du l'odio l'odio l'odio cazzo L'ODIO! e così via. Secondo me è ipnosi.

Control è il biopic di Anton Corbijn su Ian Curtis, indimenticato leader dei Joy Division. O meglio, non proprio un biopic, ma piuttosto la "versione" di quella ingrata stronza bagascia di sua moglie Debby, qui produttrice insieme a Tony Wilson buonanima, dipinta dalla sceneggiatura come una povera vittima di lui che è matto come un cavallo e che si suicida lasciandola in tutti i casini che i successivi 28 anni di royalties e inteviste e autobiografie immagino non abbiano risolto. A parte ciò, il film l'ho visto, e
ne ho scritto quasi un anno e mezzo fa, ed è bello forte, ma bello davvero. Andate a vederlo. Che è già una fortuna che sia uscito in questo paesaccio porco in cui manca poco e ci cagano fuori un biopic su Vasco Rossi, e in cui alzi la mano chi sa chi cazzo siano i Joy Division. Vabbè non vale, i lettori di questo blog sono i più belli e intelligenti e colti al mondo, si sa. Tsk. Ai tempi venne proposto come titolo italiano
Control - La saga di Addolorato, ma non attecchì.

Tropic Thunder è il nuovo film di Ben Stiller, attore e regista appartenente al cosiddetto
frat pack che può vantare un culto che pochissimi dei suoi amichetti hanno. Motivo? Uno solo:
Zoolander. Si intenda, io ce l'ho in DVD e lo so a memoria. Però sono anche passati sette anni da quella sua
ultima regia, e "il nuovo Zoolander" ancora non l'ho visto. E se si escludono comparsate sparse, è proprio dal 2001 che Ben Stiller non azzecca un film da attore/produttore. Questo tanto per fare lo snob del cazzo e per dire che non voglio dare credito a Stiller sulla base di questo culto forse eccessivo, insomma, non posso mica fidarmi ciecamente di uno che ha fatto
Meet the parents e poi non contento ha fatto pure
Meet the Fockers. Ma sulla base dei fatti, beh, fuck yeah. Questo film promette infatti bene fin da principio: la storia è una ficatona, c'è Robert Downey Jr. che fa il negro, il pomodorometro è alle stelle, insomma, il film più atteso della settimana, senza se e senza ma. Sperando che il doppiaggio italiano non se lo mangi vivo.

L'uomo che ama è il secondo film di Maria Sole Tognazzi, la figlia più giovane del leggendario Ugo, e guai guai GUAI a chi dice che fa la regista per meriti ereditari, peste lo colga. Potrei abbandonare quindi questa strada polemica parlando male della Festa di Roma, ma davvero, credo che basti a se stessa. Che altro? Ah, Monica Bellucci. Ripeto quanto detto altrove, secondo me la Bellucci è brava (perché sapendo di non avere talento si sbatte come poche altre attrici della sua generazione, e certe volte se la fa, non come quella rompicoglioni della Ceccarelli) e comunque è probabilmente la cosa più interessante di questo film, anche perché mi permette di produrmi in alcuni referrer che faranno capitare qui moltissimi stagisti redattori di repubblica.it tipo
Monica Bellucci nuda scopa con Pierfrancesco Favino. Ma parliamo del film. Volevo solo dire che il trailer di questo film mi ha fatto venire un fungo al cazzo.

La perfezionista è un film che nemmeno so se esca o meno, ma di cui non potevo non parlare. E' infatti l'esordio alla regia di Cesare Lanza, ributtante ciccione che fa l'opinionista nelle trasmissioni di Bonolis. Avete presente, no, quel ributtante ciccione con gli occhi azzurri che sta sempre in tv ma
non è Giuliano Ferrara? Ecco, quello è Cesare Lanza. Niente, volevo solo avvertirvi che
La perfezionista è diretto da
quel ributtante ciccione. Il mio dovere l'ho fatto, addio, è stato bello.