
Boogeyman 2 è il sequel di
Boogeyman. Ma wow. Ve lo ricordate,
Boogeyman? Nemmeno io. Mi ricordo solo che la pubblicità martellante che facevano mi stava sulle palle, ma forse lo confondo con un altro film random sulla scotofobia e sull'uomo nero, ce n'è a pacchi. Comunque, che bella l'estate, vero? Quando escono i film che sono dei sequel di altri film di cui non ce ne fregava già un beata ceppa in prima battuta. Oppure, quando escono in sala film che in patria sono usciti a malapena in DVD, come questo, magari spinti dall'unico nome importante coinvolto ("prodotto da Sam Raimi", e sticazzi) foss'anche perché passava di lì perché i bagni erano più puliti. La protagonista, classe '88, è quella che in
Heroes faceva la cheerleader scassacoglioni - speriamo almeno che anche qui un buon uomo le seghi in due il cranio e chiusa lì.

Cambio di gioco è un film di produzione Disney con Dwayne Johnson, che si inserisce nel sempre attivissimo filone di simpatiche commedie il cui protagonista è uno grosso grosso che generalmente nei film je mena o roba così. Ci son passati tutti, e ora è il turno di The Rock. Evviva. Al suo fianco un'insopportabile bambina riccioluta, Madison Pettis, una potenziale nuova cazzo di Abigail Breslin, nata nel 1998, a cui diamo quattro, cinque anni al massimo prima che passi alle anfetamine e ce la leviamo dalle palle. Dirige Andy Fickman, quello del sublime
She's the Man, quello con Amanda Bynes nel ruolo di Mario Giordano.

Il diario di Jack ha probabilmente la locandina più brutta che io abbia visto quest'anno, e questo è un fatto. Come fai ad andare a vedere un film con una locandina del genere? Parliamone. Che schifo. Comunque il film si intitolava
Man About Town, ed è diretto da Mike Binder, quello di
Reign over me - che tanto fece discutere voi matti che ve lo siete guardato. Ehi guardami! Guardami! Senza Mani! Senza
Reign over me! Questo è però, sorprea, un film precedente: è infatti datato 2006. Alla faccia del tempismo, dev'essere proprio un bell'oggettino. Un pomodorometro moscio moscio dice tutto quello che dovrei dire io, in questo caso. Adesso ovviamente spero che qualcuno passi e mi insulti dicendo che Mike Binder è uno dei migliori Autori Americani in Circolazione, così posso (1) pentirmi in lacrime di non aver visto
Reign over me, giustificato dal fatto che questi sono solo dichiarati pregiudizi e quindi in realtà non me ne può fregare di meno (2) regalargli quel Grosso Mondo Vero che tengo in salotto - io non me ne faccio più nulla, magari a lui serve, è una cortesia. E Rebecca Romijn sarà anche la più grande fica di questo pianeta, posso essere d'accordo, ma a quel punto rivedetevi la sequenza del biliardo in
Femme Fatale in loop e non scassate la minchia, che già fa abbastanza caldo. Peace.

Dr. Plonk è il nuovo film di Rolf De Heer. Ve lo ricordate, Rolf De Heer? Io mi ricordo quando noleggiai
Bad boy bubby. Fatti i dovuti calcoli, avrò avuto, che so, 13 o 14 anni? Forse ero troppo giovane per quella roba lì. Credo che mi abbia causato delle turbe, devo controllare. Negli anni successivi il regista olandese naturalizzato australiano è un po' sparito dalle scene, ricomparendo negli ultimi tempi con almeno tre film che sono generalmente piaciuti ma che ho perso in blocco - forse per via delle turbe inconsce di cui parlavo poco fa. Però, per un film così, ambientato nel 1907, in bianco e nero, muto, con viaggi nel tempo, comicità slapstick, un buffo cagnolino, cazzo, per una roba così quasi quasi potrei affrontare il mio analista a un torneo di fioretto, se ce l'avessi - l'analista, non il fioretto. Solo se proprio piove tantissimo, ci vado. C'è un buffo cagnolino!

Ken il guerriero - La leggenda di Hokuto è il nuovo film, primo di una serie di cinque, tratto dal celebre anime della Toei che segnò irreparabilmente l'infanzia e la preadolescenza di gran parte dei miei coetanei, ridisegnato e riadattato al gusto e alle tecnologie attuali. Seh, certo. Comunque io preferivo
Holly e Benji,
Pollon,
L'uomo tigre, e magari altre robe che mi dovrei vergognare a citare come
Creamy. Non l'ho mai seguito,
Kenshiro - e quando lo guardavo non ci capivo davvero una mazza, un po' come con i
Cavalieri dello Zodiaco. Li ho rivisti l'altro giorno, i
Cavalieri, e ancora non ci capisco una mazza. Ma sto divagando.

Lower City è un film di ben tre anni fa, recuperato dalla Iguana Film. Si tratta di un piccolo road movie brasiliano che racconta di un
ménage à trois tra due zarri delinquentelli e una spogliarellista molto bona. Il cinema di Rio e dintorni in queste settimane si sta mettendo il vestito buono per noi, ma questo titolo - nonostante i premi - sembra essere meno interessante degli altri due film brasiliani usciti di recente. Eppure, potrebbe anche rivelarsi una sorpresina, ma ina ina eh. Questa settimana vi gira così.

Perfect Creature è un film neozelandese scritto e diretto da tal Glenn Standring, perché siamo a luglio, e mi raccomando, almeno due horror scrausi alla settimana, grazie. Uff. Questo è un film ambientato in un posto in cui vampiri e umani convivono e dove dopo un po' non c'hanno più tutta questa voglia di fare i bravi. Insomma. una versione pattume e decisamente meno cazzuta di
Blade? Il trailer italiano è una roba davvero deprimente: il grosso della tristezza lo fa il solito doppiaggio penoso da
straight to video, ma anche Dougray Scott fa il suo bel lavoro. Poverino, Dougray Scott. Non gliene va mai bene una, a Dougray Scott. Comunque, un film con i vampiri che non riesce
nemmeno a crearsi intorno il suo bel cultarello sulla rete, come tutti i film e serie con i vampiri che si rispettino? Questo sì che è un bel colpo.

Wanted è uscito ieri, mercoledì 2 Luglio, ed è l'esordio americano del gagliardo regista kazako Timur Bekmambetov. L'ho già visto in anteprima qualche tempo fa, non spreco altre parole perché
ne ho già scritto ampiamente di là, cercando inutilmente di spiegare per quale motivo non sia solo e indubbiamente il film della settimana - ma anche, sui generis, una delle cosette più goduriose di questo mestissimo periodo estivo. Andateci, davvero, anche perché stavolta non c'è
nulla di meglio da vedere.