
12 è il nuovo film del 63enne regista moscovita Nikita Mikhalkov, a 10 anni da Il barbiere di Siberia. Presentato a Venezia l'anno scorso, dove è stato insignito di un premio speciale e dove è stato accolto con approssimativo entusiasmo, è un adattamento di 12 Angry Men, il testo teatrale di Reginald Rose da cui venne adattato il celebre La parola ai giurati di Sidney Lumet. In questo caso l'imputato non è di colore bensì è un giovane ceceno accusato dell'omicidio del suo padrino, un militare russo. Il film ha sollevato qualche polemica in patria, dove è stato accusato di essere "morbido" nei confronti di Putin - e infatti quel simpatico guappo del premier pare abbia gradito parecchio. Brr. Ma questi non sono cavoli nostri, giusto? Brr. Noi vogliamo er cimena, giusto? E dateci er cimena. Brr. E di cimena qui sembra essercene, a pacchi. Come minimo, ce n'è 160 minuti. Ehm. Brr. Chi ha orecchie da intendere, intenda.
Un'estate al mare è il film di Carlo Vanzina che si vende come il tentativo disperatello di inaugurare una "stagione estiva" anche in italia, non tenendo conto che, nonostante a Milano faccia un caldo fottuto e l'estate sia "legalmente" iniziata, "fine giugno" è "stagione estiva" più o meno come "questo cazzo". Questo. Cazzo. Poi, inutile dirvi dove ve lo potete mettere un film a episodi con Proietti, Ceccherini, Banfi, Salvi, Izzo, Brignano, Greggio, Brilli, Falchi, Yespica? Ho detto Yespica, cazzo. Aida Yespica. Nuda. Ma sta ancora in piedi, quella? Allora perché non andiamo tutti in gita a pisciare sulla tomba di Dino Risi, già che è ancora calda? Dai, tutti a pisciare sulla tomba di Dino Risi! E' il gioco dell'estate! Se questo film avrà successo (e questa volta non è così scontato), temo un effetto di annullamento verso ciò che Virzì, Garrone e Sorrentino hanno fatto negli ultimi mesi per il botteghino italiano - ovvero, dimostrare apertamente che ci può ancora essere un rapporto tra incassi e qualità, persino in questo schifo di paese e persino con questo pubblico di merda che ci ritroviamo tra i piedi. E poi, non vi dà una sensazione estremamente funebre, questa roba? A me dà i brividi. E fosse mai? Fosse davvero un canto del cigno? Quante volte l'abbiamo detto, purtroppo. E non era mai così. In ogni caso, a quanto pare la profezia di Romero si è avverata: non c'è più posto, all'inferno.
Impy e il mistero dell'isola magica è il titolo italiano di Urmel aus dem Eis, un film d'animazione tedesco. Ok. Quindi significa che il vero nome di Impy è Urmel? Mi sento tradito.
La notte non aspetta è un film con Keanu Reeves, Hugh Laurie e Forest Whitaker che avrebbe dovuto girare Spike Lee e che poi è passato di mano in mano fino ad arrivare a di David Ayer. E a quanto pare, ancora una volta (dopo Harsh Times) un film di David Ayer che non si cagherà nessuno. Un po' mi fa tenerezza, David Ayer - costretto tutta la vita a essere indicato come "lo sceneggiatore di quel bel film diretto da un altro". Che poi, qualche anno fa, un film con Reeves l'avrebbero venduto più facilmente - adesso non gli è venuto prorio in mente di rimpicciolire il faccione di Keanu e ingrandire quello di Hugh Laurie, in quell'orrendo abominio schifoso di locandina che avete messo su? Oh, ma non capite proprio un cazzo.
Rovine è un horror tratto dal libro di Scott Smith in cui due coppie di giovani amici si avventurano a Cancùn e - probabilmente - fanno un gran macello con le rovine dei Maya. Circa. Scritto dallo stesso Scott Smith e diretto dall'esordiente Carter Smith, tanto per non fare confusione, prima che uscisse veniva tacciato di essere il solito horror con postadolescenti che fanno macelli con le rovine di qualche civiltà a random e/o che fanno una fine ingloriosa in un lago di sangue. Poi è uscito, e a qualcuno è pure piaciuto. Non a moltissimi, ma abbastanza da risvegliare la mia curiosità. Non sarà The descent , ma potrebbe essere una sorpresa. In realtà non so bene bene cosa mi attragga così di questo film, ma sospetto che sia Jena Malone in costume da bagno.edit (grazie a Rob per la segnalazione)

Italian dream è il terzo film di Sandro Baldoni, che negli anni '90 si era fatto notare con due film molto curiosi (Strane storie e Consigli per gli acquisti) per poi sparire nel nulla - almeno, dalle sale - per una decina d'anni. Difficile capire qualcosa del film da una locandina molto bella, una trama accennata, un trailer che è più un "teaser" e un cast interessante (Ivano Marescotti e Teco Celio, entrambi bravissimi quando si sbattono): ma senza dubbio qualche curiosità la suscita, è innegabile. Tolto questo, resta da vedere se Baldoni riuscirà a imporsi all'attenzione generale o finirà nel dimenticatoio. Certo, è un film che si autoproclama di nicchia, quindi Questo film viene distribuito in modo diverso dal solito: esce prima in 6 città (in nove sale di essai già annunciate sul sito ufficiale, tra cui spicca l'illuminato Nuovo Eden di Brescia) e la settimana prossima in altre tre. Certo, non c'è che dire, se altri seguiranno davvero questo esempio in futuro, fare i prejudizi sarà davvero un troiaio.






