
Biutiful cauntri è un film diretto da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero e tratta lo scottante tema dell'inquinamento campano. Un documentario "civile" e apparentemente molto "forte" che è piaciuto molto (ed è stato colà premiato) al festival di Torino, che arriva forse con un tempismo un po' rischioso - il rischio ovviamente è quello di una strumentalizzazione politica,
as usual - ma che mi sento di appoggiare assolutamente, e alla cieca - ma solo perché è il mio compleanno e sono buono. Beccati questa, Santo Natale!

Cenerentola e gli 007 nani è il terrificante titolo appioppato da DNC a un terrificante film d'animazione digitale con personaggi delle fiabe dei Grimm che dicono e fanno cose in nome della
political uncorrectness. E che due coglioni, anche. Scusate tanto se mi ripeto, ma. Che. Due. Coglioni. Vi basti sapere che il film era uno dei candidati di
Coercizione!, dove venne (per mia fortuna) rovinosamente battuto. Assai sospetta (e piuttosto curiosa, a dirla tutta) la presenza nel cast del nostro amatissimo George Carlin nel ruolo del mago: peccato che con il doppiaggio si perda questa unica sfumatura di interesse, e se ne possano andare tutti allegramente a fare in culo. Ecco.

Family Game è il secondo film di Alfredo Arciero (inutile che vi dica il primo: non l'avete visto) ed è un altro film del sottogenere tutto italiano
il marcio che si nasconde dietro l'immagine mulinobianco della famiglia italiana, circa. Visto che il film è spuntato un po' fuori dal nulla (distribuisce
Revolver? Ma davéro?) e non trovo nemmeno uno straccio di trailer che sia uno, è davvero difficile ipotizzare che Arciero abbia provato (o che sia addirittura riuscito) a dire qualcosa di nuovo sull'argomento. Sospenderei pure il giudizio per inspiegabile simpatia, se non fosse che tra i personaggi c'è un preadolescente che passa le sue giornate su Second Life. Eh no, grazie. Passo.

Grande, grosso e... Verdone è il nuovo film di Carlo Verdone, uno che una quindicina di anni fa faceva della decorosa commedia all'italiana, e che poi purtroppo si è accorto che la gente (e parliamo delle
grandi masse che riempiono le sale, non della
gente che guarda dei film) si ricordava di lui solo e unicamente per un paio di personaggi forgiati un millennio fa in televisione e protagonisti di un paio di film molto divertenti ma usciti, cazzo, tipo
prima che io nascessi, e ci si è attaccato senza pietà. Facendo sia la cozza che lo scoglio, con imbarazzante nonchalance Autocannibalizzandosi fino - davvero - allo sfinimento. E ancora la Gerini. E ancora Filmauro. Ma PUAH. Noi pensavamo che
Viaggi di nozze fosse il canto del cigno, e invece no, ci tocca sopportare i suoi Furii e i suoi Mimmi finché morte cerebrale non ci separi?

Lezioni di felicità è un film franco/belga, esordio alla regia di un prolifico sceneggiatore televisivo. Promosso, chissà perché, con notevole dispendio di mezzi (almeno, qui a Milano la cartellonistica si spreca), il film esercita su di me un fascino simile a quello di una sonda anale supersonica di questa superceppa. Per dire, avevo l'invito per l'anteprima gratuita e io ho pensato che quella era la sera giusta per tagliarmi le unghie dei piedi. Chi ha il pane non ha la bocca, eh? Bah.

Sonetàula è il secondo film di Salvatore Mereu, l'acclamatissimo regista di
Ballo a tre passi, ancora con una storia profondamente radicata nella sua regione - che dal cognome avrete sicuramente già indovinato da soli. Sì bravi, la Romania. Ma no che scherzo. Ah!, che simpa che sono. Sono Simpa. Tratto dal romanzo di Giuseppe Fiori,
Sonetàula è un ambiziosissimo (e peraltro
lunghissimo) romanzo di formazione di un giovane dai 12 ai 25 anni, recitato in dialetto sardo con sottotitoli italiani. Mi spiace aver fatto il guappo, perché questa è roba buona: il trailer fa sperare per il meglio. E dico: davvero.

Vogliamo anche le rose è il nuovo film di Alina Marazzi, che già raccontò la storia di sua madre Liseli Marazzi Hoepli in
Un'ora sola ti vorrei (documentario che si è fatto strada lentamente ma inesorabilmente nel cuore degli appassionati - e che colpevolmente non ho ancora visto nonostante ce abbia il DVD in casa da un annetto,
shame on me) e che ora racconta il movimento femminista degli anni sessanta e settanta. Gioverà questo relativo "distacco" a una delle più applaudite giovani promesse del nostro cinema? Alla faccia della prova del fuoco. Ma le diamo tutta la fiducia del mondo, anche solo (ma è una scusante a random) perché il film
ha un bellissimo sito web orizzontale. Mica cazzi.