
John Rambo è il quarto film della saga dell'eponimo veterano del Vietnam, ed è diretto e interpretato da Sylvester Stallone. Ora, la questione del titolo è abbastanza curiosa: il primo Rambo, molti l'hanno dimenticato, si chiamava
First Blood, mentre il titolo originale di questo ultimo (?) capitolo è semplicemente
Rambo. Per distinguerlo dai precedenti e assimilarlo al progetto
Rocky Balboa, in Italia hanno aggiunto il nome proprio. Ci interessa davvero? No. Però ci pone di fronte alla domanda: gli è andata anche stavolta di lusso (o di culo?) come per il commovente ritorno del pugile? Impossibile negare che intorno a questo film ci sia un certo alone di fascino, e un innegabile interesse - ma è davvero troppo. L'accoglienza in patria non fa dar adito ai miei rigidi dubbi, mentre i fan sono in visibilio, ma vatti a fidare.

Non è un paese per vecchi è il nuovo film dei fratelli Coen, già soprannominato nelle sfere più alte dell'intellighenzia come VECCHI. L'ho già visto e
ne ho già scritto. E probabilmente lo rivedrò, pure. Statemi bene a sentire, aprite quelle benedette orecchie: questo è il film più bello dell'anno del signore duemilaotto. Per ora, è ovvio: ma anche per parecchi mesi a venire, statene certi. E stiamo parlando di un anno (o meglio, di un mese) in cui sono usciti anche "Il cercatore di petrolio", il film qua sotto, e pure altre cose. Spaventoso, eh? Ma non ci sono cazzi, quando ci sono i VECCHI. Tutti al cinema, ora. Ecco, con questo sento di aver espiato ottimamente la mia colpa. Buona visione.

Sweeney Todd - Il diabolico barbiere di Fleet Street è il nuovo film di Tim Burton, e
ho già visto pure questo. Dovete scusarmi, lo so che suona antipatico, ma è un periodo che sono particolarmente impaziente. Vi voglio bene. Passerà, promesso. Anzi no, promesso un corno. Tanto anche questo meriterebbe una seconda visione: un film magnifico, stilizzato e sanguinario, che mi auguro piacerà anche a tutti quelli che storcono il naso di fronte alla splendida plastificazione del suo cinema. Per adesso ha fatto sfaceli. E una cosa, per cortesia: avvertite i vostri figli adolescenti e i loro puzzolenti amichetti con il baffetto incolto e lo zainetto che
è un musical. Dentro c'è della gente che canta,
e basta. Tipo
I feeeeeeeeeeel youuuuuuuuu... Johaaaaaaaaaaaanna... Evviva evviva.

Un uomo qualunque è un film che in una settimana così non ha alcuna speranza, e quindi ci fa un po' di tenerezza: terzo film di Frank Cappello (uno che negli anni '90 ha fatto due filmacci non troppo noti, con Russel e Viggo in tempi non sospetti) e sostanzialmente autoprodotto, si fa notare per il ritorno in prima fila del sempre adorato Christian Slater, a una decina d'anni suonati da
Cose molto cattive e a molti di più da
True Romance e
Heathers. Il nostro interpreta il ruolo di un impiegato combattuto tra l'istinto omicida e un atto di eroismo casuale che lo eleva ai favori della cronaca e della società. Non è certo il film più stuzzicante della settimana, ma pare una cosetta abbastanza interessante, ed è piaciuto non poco. Se siete così stronzi da avere già visto i due film qui sopra, ehm, dateci un'occhiata.