
Breakfast on Pluto è il nuovo film del noto regista irlandese Neil Jordan. Nuovo un bel un paio di palle, diranno i miei piccoli amici: infatti il film, che racconta delle vicissitudini di un giovane e bellissimo travestito irlandese nella Londra della fine degli anni '70, è del 2005, e l'Italia è l'ultimo di una lunga lista di paesi ad accoglierlo (un annetto dopo il Messico, per dire), nonostante sia bello bello, e nonostante sia vendibilissimo. E non solo sul mercato queer. Certo, siamo pur sempre in un paese dove una testata scrive che "i film di Gus Van Sant danno sempre la sensazione d'esser pretesto del regista per trovare ragazzi". Lasciamo perdere , che è meglio. Fandango ci ha messo la pezza all'ultimo momento, ma di certo non li incenseremo per questo. Diremo solo "era anche ora, cazzo". Sul film infatti nessun pregiudizio, perché l'ho visto eccome. Ed è bello bello. Sì, ma davvero.Sito ufficiale, Il mio post sul film

La città proibita è lo scemotto titolo italiano di Curse of the golden flower, terzo film "faceto" dopo Hero e La foresta dei pugnali volanti di Zhang Yimou, regista cinese della cosiddetta quinta generazione noto un tempo per il suo cinema più "serio" (Lanterne rosse in cima), e definito recentemente da manu "uno dei più colossali abbagli della cinefilia occidentale". Da queste parti comunque il suo cinema "serio" si è sempre tenuto pigramente a distanza mentre, per quanto riguarda i due sopracitati recenti bluckbusteroni spadaccioni, l'uno era appena passabile - giusto perché molto bello da vedere, come dicono tutti - l'altro era un onesto film di cappa e spada con degli attori molto fichi. Qui mi devo fidare solamente del giudizio di chi l'ha già visto, perché dicono tutti approssimativamente la stessa cosa: che è mostruosamente noioso. Ci basterà la bellezza di Gong Li a farci stare svegli? E sì, lo so che la suddetta distinzione serio/faceto non sta in piedi, ma capitemi, ho una certa fretta. Sito ufficiale

Daratt è una coproduzione tra Ciad, Francia, Belgio e Austria, diretta dal documentarista ciadiano Mahamat-Saleh Haroun. E sì, si dice ciadiano, ho controllato. L'unica cosa che ha permesso a questo film di giungere - comunque in ritardo - nelle nostre sale è probabilmente la quantità spaventosa di premi e menzioni vinti durante la Mostra di Venezia lo scorso anno. Che si siano tutti rincoglioniti? Ma no, suvvia. Gli diamo fiducia. A Venezia lo persi, farò di tutto per non ripetere lo stesso errore. Credo. Ehm.Sito italiano

History boys è la versione cinematografica dello spettacolo teatrale scritto da Alan Bennett che sotto la direzione dello stesso Hytner spopolò nel Regno Unito un paio d'anni fa (vincendo tra le altre cose l'ambitissimo Tony Award nel 2005 come miglior spettacolo). Seguendo l'esempio di La pazzia di Re Giorgio, il dinamico duo Bennett-Hytner ha tradotto per lo schermo anche questo The history boys. E sì, quello che ho scritto fino a qui l'ho incollato paro paro dal mio blog, nel post relativo. Il film? Si fa vedere, è garbato, sciolto e divertente. Punto. Se volete una recensione in due parole due, eccola: tre pallette.Sito ufficiale, Il mio post sul film, Il mio pezzo (uguale) su Cinema4Stelle

Il punto rosso è un film italiano prodotto e distribuito dalla PrimaFilm (piccola e sconosciuta casa di produzione "multimediale": lo vedremo davvero nelle sale?) che parte, a grandi linee, o almeno sembra, dalla stessa idea di base di Man of the year di Barry Levinson. Ovvero, un comico che si candida alle elezioni. E' probabile, come in America ci si ispira a Jon Stewart, che qui ci si ispiri - mi vengono i brividi - a Beppe Grillo. Oppure no? Sarò sincero: non me ne sono sincerato. E sì, non è che mi interessi poi così tanto. Dirige Marco Carlucci, che non so chi diavolo sia, e dal trailer l'impressione è quella di un film che avrei potuto girare persino io - e sottolineo persino - con cento euro e un bel po' di tempo libero. Da ubriaco. O da morto. Ma è tutto uno scherzo: PrimaFilm mi ispira una certa simpatia (forse perché hanno un bel sito molto 2.0?) e il film desta in me qualche minuscolo lampo di curiosità. Sono sicuro che i risultati mi sbugiarderanno del tutto. Fatemi sapere, eh. Sì sì. Nel frattempo, film italiano da deridere della settimana, anche solo per esclusione.Sito ufficiale
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