Eccoci tornati. Contenti? Fermi, è una domanda retorica.

Le 13 rose è un film spagnolo del 2007 diretto da Emilio Martínez Lázaro che ha vinto 4 Goya a fronte di ben 13 nomination. Dispiace ripartire con una nota così solenne, ma che cazzo gli vuoi dire? Ambientato nel 1939, racconta la storia di 13 donne che vennero arrestate, torturate e condannate a morte ingiustamente. Nonostante il ritardo con cui arriva in italia, il film sembra davvero molto bello e interessante. Yawn per me, hip hip hurrà per il film.

Chéri è il nuovo film del regista inglese Stephen Frears, artefice in passato di meraviglie che non stiamo nemmeno a nominare e anche, più di recente, di gran bei film come Piccoli affari sporchi e The queen. Quest'ultimo suo lavoro viene venduto soprattutto perché c'è Michelle Pfeiffer, ormai cinquantenne, che cerca di riciclarsi come MILF. Il che andrebbe anche bene, ne siamo lieti. Ma al di là della pubblicità che ne è stata fatta, il film non è stato accolto molto bene. Ma proprio no. Trattandosi di Frears, gli si dà parte della fiducia che merita. Ma senza strafare, ecco.

Fa' la cosa sbagliata è il titolo imbarazzante che la Fandango ha appioppato a The wackness (seriamente: state cercando di spacciarlo per una parodia-sequel di un classico di Spike Lee oppure sono io che ci vedo doppio? Ma dico io, Procacci, ma dove cazzo eri quando è successo?) ovvero il secondo film di Jonathan Levine dopo il gradevole thriller adolescenziale All the boys love Mandy Lane che da noi non è mai uscito impedendo ai nostri connazionali di entrare in contatto mistico con quella topona di Amber Heard nuda con il cazzo. Mi sono lasciato trascinare, scusate. Tornando a The Wackness, il film sembra difendersi bene senza bisogno di me, tant'è che non mi ha mai attirato granché nonostante sia uscito tremila anni fa negli USA. Problema mio?

L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri è il terzo capitolo di una saga di animazione 3D iniziata con un film caruccio con un bradipo doppiato da Bisio e continuata con quella puttanata inguardabile che era il secondo capitolo. Come fare a sputtanare definitivamente una saga la cui trovata principale era l'ambientazione preistorica priva dei soliti cazzo di dinosauri? Mettendoci i cazzo di disosauri! Geniale! Come mai non ci avevamo pensato prima! E quello cazzo di scoiattolo di merda, santo cielo. Devo averlo già detto più volte, ma se vi sta ancora simpatico Scrat levatevi dai coglioni, non vi voglio nemmeno annusare.

Piove sul bagnato è un film di Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli con Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli. Film italiano da deridere della settimana, o forse del decennio. Per rendersene conto basta dare un'occhiata al trailer. Fatto? E siete vivi per raccontarlo? Ah, questi simpatici toscanacci come parlano buffo. Ah, Alessia Fabiani. No, dico, Alessia "have you ever fucked on cocaine, Nick, it's nice" Fabiani. Io ho paura.

Scuola per canaglie è un film del 2006 (duemilasei) diretto da Todd Philips, che ora è un po' l'amico di tutti perché ha diretto The hangover (Una notte da leoni) che manco ho visto ancora, ma vorrei ricordare a lor signori che Todd Philips è anche il regista dell'aberrante Starsky & Hutch e pure di Road trip santa patata, e se l'intuito non mi inganna, se non altro per quel che se ne legge in giro, qui siamo più da queste parti che non da quelle. Tre anni per distribuire questa roba inutile, figa, a questo punto potevano tenerselo.

Piede di Dio è il film italiano da deridere della settimana in uno splendente mondo parallelo che ho appena creato in cui Piove sul bagnato non esiste. A questo punto gli diamo il premio della critica. Commedia amara con Emilio Solfrizzi nel ruolo di un talent scout calcistico che prende sotto la sua ala un diciottenne disturbato ma talentuoso? Il trailer dice da solo più di molte parole che sarebbero fatica sprecata. Resta solo da dire, ancora una volta: per cortesia, il calcio lasciamolo almeno fuori dalle sale cinematografiche. Il titolo se lo pronunci in un certo modo suona un po' come una bestemmiuccia, fa simpatia.

Smile è un horror, e fin qui si capiva. Sembrerebbe il solito fondo di barile estivo mmerigano e invece ha una particolarità: è una coproduzione italo-inglese diretta da un regista esordiente italianissimo, tal Francesco Gasperoni. Che ha più il nome per fare il consigliere comunale che per fare il regista, ma non ci fermeremo certo a queste piccole inezie. Come sembra? Brutto, ca va sans dire. Ci sono i soliti ragazzi che vanno in un posto dove non dovrebbero tipo un cazzo di massiccio messicano dove ci sono "alberi deformati nel tempo da oscure forze malefiche" (sic), sono tutti belli e, mi auguro, cadranno come mosche. Va bene difendere il cinema di genere italiano, ma ci sono dei limiti. Comunque il tentativo c'è, e si vede dal trailer: sembra una robetta stupidotta, truculenta e naif, ma almeno non è girato appoggiando la macchina da presa su un tronco mozzo - il che, per il contesto, è già tantissimo. E poi, meglio questo che Alessia Fabiani. Il grosso messicano minaccioso doppiato da Tonino Accolla è una roba impagabile.

Sul lago Tahoe è un film drammatico messicano diretto da Fernando Eimbcke che ha vinto un paio di premi collaterali a Berlino e che in generale sembra essere piaciuto parecchio in giro. Non ho nessuna voglia di vederlo, ma sbaglio io. Anche perché il trailer è molto bello. Roba da sala D del cinema Odeon di Bologna, si intende - ma ci sta. Posso andare? Buonanotte e buone botte.

Le 13 rose è un film spagnolo del 2007 diretto da Emilio Martínez Lázaro che ha vinto 4 Goya a fronte di ben 13 nomination. Dispiace ripartire con una nota così solenne, ma che cazzo gli vuoi dire? Ambientato nel 1939, racconta la storia di 13 donne che vennero arrestate, torturate e condannate a morte ingiustamente. Nonostante il ritardo con cui arriva in italia, il film sembra davvero molto bello e interessante. Yawn per me, hip hip hurrà per il film.
Chéri è il nuovo film del regista inglese Stephen Frears, artefice in passato di meraviglie che non stiamo nemmeno a nominare e anche, più di recente, di gran bei film come Piccoli affari sporchi e The queen. Quest'ultimo suo lavoro viene venduto soprattutto perché c'è Michelle Pfeiffer, ormai cinquantenne, che cerca di riciclarsi come MILF. Il che andrebbe anche bene, ne siamo lieti. Ma al di là della pubblicità che ne è stata fatta, il film non è stato accolto molto bene. Ma proprio no. Trattandosi di Frears, gli si dà parte della fiducia che merita. Ma senza strafare, ecco.
Fa' la cosa sbagliata è il titolo imbarazzante che la Fandango ha appioppato a The wackness (seriamente: state cercando di spacciarlo per una parodia-sequel di un classico di Spike Lee oppure sono io che ci vedo doppio? Ma dico io, Procacci, ma dove cazzo eri quando è successo?) ovvero il secondo film di Jonathan Levine dopo il gradevole thriller adolescenziale All the boys love Mandy Lane che da noi non è mai uscito impedendo ai nostri connazionali di entrare in contatto mistico con quella topona di Amber Heard nuda con il cazzo. Mi sono lasciato trascinare, scusate. Tornando a The Wackness, il film sembra difendersi bene senza bisogno di me, tant'è che non mi ha mai attirato granché nonostante sia uscito tremila anni fa negli USA. Problema mio?
L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri è il terzo capitolo di una saga di animazione 3D iniziata con un film caruccio con un bradipo doppiato da Bisio e continuata con quella puttanata inguardabile che era il secondo capitolo. Come fare a sputtanare definitivamente una saga la cui trovata principale era l'ambientazione preistorica priva dei soliti cazzo di dinosauri? Mettendoci i cazzo di disosauri! Geniale! Come mai non ci avevamo pensato prima! E quello cazzo di scoiattolo di merda, santo cielo. Devo averlo già detto più volte, ma se vi sta ancora simpatico Scrat levatevi dai coglioni, non vi voglio nemmeno annusare.
Piove sul bagnato è un film di Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli con Andrea Muzzi e Andrea Bruno Savelli. Film italiano da deridere della settimana, o forse del decennio. Per rendersene conto basta dare un'occhiata al trailer. Fatto? E siete vivi per raccontarlo? Ah, questi simpatici toscanacci come parlano buffo. Ah, Alessia Fabiani. No, dico, Alessia "have you ever fucked on cocaine, Nick, it's nice" Fabiani. Io ho paura.
Scuola per canaglie è un film del 2006 (duemilasei) diretto da Todd Philips, che ora è un po' l'amico di tutti perché ha diretto The hangover (Una notte da leoni) che manco ho visto ancora, ma vorrei ricordare a lor signori che Todd Philips è anche il regista dell'aberrante Starsky & Hutch e pure di Road trip santa patata, e se l'intuito non mi inganna, se non altro per quel che se ne legge in giro, qui siamo più da queste parti che non da quelle. Tre anni per distribuire questa roba inutile, figa, a questo punto potevano tenerselo. 
Piede di Dio è il film italiano da deridere della settimana in uno splendente mondo parallelo che ho appena creato in cui Piove sul bagnato non esiste. A questo punto gli diamo il premio della critica. Commedia amara con Emilio Solfrizzi nel ruolo di un talent scout calcistico che prende sotto la sua ala un diciottenne disturbato ma talentuoso? Il trailer dice da solo più di molte parole che sarebbero fatica sprecata. Resta solo da dire, ancora una volta: per cortesia, il calcio lasciamolo almeno fuori dalle sale cinematografiche. Il titolo se lo pronunci in un certo modo suona un po' come una bestemmiuccia, fa simpatia.
Smile è un horror, e fin qui si capiva. Sembrerebbe il solito fondo di barile estivo mmerigano e invece ha una particolarità: è una coproduzione italo-inglese diretta da un regista esordiente italianissimo, tal Francesco Gasperoni. Che ha più il nome per fare il consigliere comunale che per fare il regista, ma non ci fermeremo certo a queste piccole inezie. Come sembra? Brutto, ca va sans dire. Ci sono i soliti ragazzi che vanno in un posto dove non dovrebbero tipo un cazzo di massiccio messicano dove ci sono "alberi deformati nel tempo da oscure forze malefiche" (sic), sono tutti belli e, mi auguro, cadranno come mosche. Va bene difendere il cinema di genere italiano, ma ci sono dei limiti. Comunque il tentativo c'è, e si vede dal trailer: sembra una robetta stupidotta, truculenta e naif, ma almeno non è girato appoggiando la macchina da presa su un tronco mozzo - il che, per il contesto, è già tantissimo. E poi, meglio questo che Alessia Fabiani. Il grosso messicano minaccioso doppiato da Tonino Accolla è una roba impagabile.
Sul lago Tahoe è un film drammatico messicano diretto da Fernando Eimbcke che ha vinto un paio di premi collaterali a Berlino e che in generale sembra essere piaciuto parecchio in giro. Non ho nessuna voglia di vederlo, ma sbaglio io. Anche perché il trailer è molto bello. Roba da sala D del cinema Odeon di Bologna, si intende - ma ci sta. Posso andare? Buonanotte e buone botte.




