giovedì, 26 marzo 2009
Il caso dell'infedele Klara è un film di Roberto Faenza con Claudio Santamaria e Laura Chiatti. Posso chiuderla qui? Ok, no, come siete esigenti. Nel trailer ci sono, nell'ordine: Laura Chiatti che pomicia nella vasca, Laura Chiatti che si scopa Santamaria nella vasca, Laura Chiatti nuda che si alza dal letto, Laura Chiatti nuda che esce dalla doccia, Laura Chiatti che si toglie il reggiseno. Il resto è un tot di altre persone assai meno interessanti, vestite o semivestite, ma in ogni caso doppiate come se fosse l'ispettore Derrick e filmate come se fosse un film per la tv di vent'anni fa - oppure, appunto, Derrick. Cavoli, che porcheria deve essere questo, non riesco nemmeno a immaginarlo.



Cenci in Cina è il nuovo film con Alessandro Paci, di cui pensavamo di esserci liberati e invece no maremma maiala, qui affiancato da Francesco Ciampi, in cui si magnificano le doti di simpatia e di goliardia e di magnifica apirazione di consonanti dei toscani, ah, quei simpaticoni dei toscani eccetera. La mia solfa è quella, la conoscete. Se non sapete chi sia Alessandro Paci, vi stimo un po', se non sapete chi sia Francesco Ciampi invece vi assicuro che non dipende da voi ma da Francesco Ciampi, e aggiungerei Grazie A Dio. Lasciate perdere. E lo dico anche voi due.



Dall'altra parte del mare è il film italiano da deridere della settimana, nonostante la devastantissima concorrenza di questa settimana. E se non lo è, di certo il trailer vince il Premio Maccio Capatonda della settimana, con il picco di emozione in cui Vitaliano Trevisan smette di bofonchiare con la patata in bocca e quell'accento ridicolo e sfoggia un'agghiacciante monocolo da cattivo dei fumetti che nemmeno The Spirit. Il solo fatto che esista qualcuno che possa prendere sul serio una roba così (per esempio: chi ha cacciato i soldi, gli esercenti che lo programmeranno, chi ha partecipato alle riprese, chi passava di lì durante le riprese, chi è amico di facebook di qualcuno che passava di lì durante le riprese) mi trova sconcertato: la Shoah non è di certo una buona giustificazione per portare in sala qualunque minchiata meta-teatrale girata nel cortile dietro casa - e con Vitaliano Trevisan con il monocolo, cazzo, adesso il primo che dice qualunque cosa sulla pretestualità di The reader gli taglio i coglioni, li porto all'IKEA, e li spaccio per köttbullar. Il film è diretto da tal Jean Sarto: immagino che sia una persona vera ma mi diverte molto di più credere che sia un Alan Smithee a random.



Fortapàsc è un film di Marco Risi sull'omicidio del giornalista Giancarlo Siani per mano della camorra, e almeno è un film italiano che non ci fa venire l'orticaria - il che è già molto, visti i tempi che corrono. Lo sforzo c'è, senza dubbio, e Marco Risi non è un cretino: ovviamente, il rischio di un lavoro al minimo che tanto c'abbiamo messo l'impegnosocialepolitico è sempre dietro l'angolo. Chissà. Libero De Rienzo interpreta il ruolo principale cercando di recuperare un po' della credibilità che si credeva irrimediabilmente perduta dopo quella puttanata di A/R e il suo film che non ha visto nessuno. Certo però che, marcorisibbello, se la tua strategia per invogliarmi è ficcare Pino Daniele nel trailer allora io e te amico mio caro non abbiamo più molto da dirci.



I mostri oggi è un film di Enrico Oldoini che, così a naso, dovrebbe un omaggio a I mostri di Dino Risi. Quello che negli anni '70 fu I nuovi mostri e negli anni '90 fu Anni 90, insomma. No, tranquilli, nessuno sdoganamento: questa è spazzatura e non c'è bisogno che ve lo dica io. Abatantuono, Buccirosso, Ferilli, Bisio, il fottuto fottutissimo Panariello di questo paio di köttbullar alla fragola. Almeno Neri Parenti è onesto e lo dice, che la sua è spazzatura - qui ci si nasconde dietro al ritratto dell'Italia contemporanea, allo zeitgeist del decennio stupido e inconsistente in cui viviamo, al cinema di costume, all'omaggio alla fava della commedia all'italia di una volta. Tutto bene se non fosse che avete proprio un po' rotto il cazzo.



Legami di sangue è un film di Paola Columba (ah, non chiedetelo a me) di cui non so niente e di cui non voglio sapere niente, se non fosse per un dettaglio - non di poco conto: il trailer è qualcosa di assolutamente impensabile. Vi giuro che sto riguardando i primi 10 secondi (almeno finché non compaiono Arnoldo Foà e la tipa con lo scialle da vecchia) da un quarto d'ora buono, e ogni volta è come la prima volta. Cioè, se il film è davvero così, o almeno ci assomiglia, allora bisogna riprendere in mano tutto ciò che è stato scritto, mai scritto, creare categorie daccapo, insomma, una rivoluzione copernicana di friday prejudice ma anche del cinema italiano tutto. Siamo di fronte a un Fottuto Punto Di Svolta. Orsù, godetevelo anche voi. "Non sono stato io". GE-NIO.



Il primo giorno d'inverno è il settimo film italiano della settimana, di fila. Meno male che qui il livello sale: l'opera prima di Mirko Locatelli era a Venezia, e da là ne ho sentito parlare soltanto bene - e altrettanto bene anche nei mesi successivi. Cinema super-indipendente (il nostro mumblecore?) con un trailer formidabile che sembra citare Van Sant - e insomma, se c'è uno tra questi sette su cui voglio puntare qualcosa, per non cadere nella disperazione più assoluta, è questo. Speriamo che esca in un numero decoroso di sale. E speriamo pure, già che ci siamo, che sia bello come promette. Che sennò mi incazzo.



Push è un film che è tipo Heroes però al posto di Hayden Panettiere c'è Dakota Fanning, caso più unico che raro di cocainomane a priori, e al posto di Peter Petrelli c'è, er, la Torcia Umana. Sticazzi. Il film è diretto da quel bravo guaglione di Paul McGuigan, ma questo non gli è servito per evitarsi le pernacchie di quasi tutta la critica americana, che si è divertito a deriderlo - e a salvarlo credo sia stato solo il confronto con Chun Li e Dragonball. Eppure, questo è il tipo di robaccia con cui generalmente mi diverto - ma pregiudizialmente pensavo lo stesso di Jumper, e poi veniva fuori che era Jumper, cioè, Jumper dico.



Racconti incantati è un film della Disney con Adam Sandler in cui, aspetta aspetta, i libri per ragazzi prendono vita, ehi wow, questa è davvero nuova. Sboff.






Teza è un film etiope diretto da Haila Gerima che era in concorso all'ultima Mostra Del Cinema, dove l'ho visto e da dove ne ho scritto. Ovviamente a distanza di mesi non ricordo granché oltre a quello che, appunto, ho già espresso da quelle parti - ma mi sento di dire con una buona dose di certezza che Teza fosse un gran bel film. L'unica cosa che mi rimane da dirvi è: non abbiate paura. Lo so che è lungo. Lo so che è "africano". Ma fate questo sforzino, su, andateci. Vi fa bene. Non fate gli stronzi.



Two Lovers è con tutta probabilità il film più bello della settimana: l'ho già visto e ne ho già scritto. Mi ripeto? Mi ripeto. James Gray abbandona i suoi gangster e si butta su un triangolo amoroso disperato, cupo e indipendente: che, sorprendentemente, gli viene un gran bene. Il doppiaggio fa schifo al cazzo e al culo, ma si può sopportare. Davéro ma davéro bello. Ecco tutto.


postato da: kekkoz alle ore 00:14 | Permalink | commenti (52)
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