mercoledì, 30 aprile 2008
Sorpresi? Ma domani è festa, e questa settimana molti film - non tutti - escono due giorni prima del solito. Ovvero mercoledì, ovvero stasera. Marrani.


The Hunting Party è un film di Richard Shepard presentato a Venezia l'anno scorso: interpretato da Richard Gere e Terrence Howard, ha raccolto quel tipo di consenso tiepido che generalmente poi rivelano un nulla di fatto. Generalmente, dico: un po' di curiosità c'è, e Shepard non ha fatto ancora nessun danno irreversibile per il quale dovremmo starne lontani. Almeno, credo. Ora tutti a far la fila per dire per primi che, sì, voi avete visto The Matador. Beh, io no.



Iron man esce giovedì sera, ed è il film con protagonista l'omonimo personaggio della Marvel Comics creato quasi mezzo secolo fa da Stan Lee, Larry Lieber, Don Heck e Jack Kirby, ed è stato protagonista di una delle più massicce campagne mediatiche mai viste, sulla rete e non solo. Pure troppo, dicono in molti. Che palle, dicono alcuni. Ci sarà della ciccia sotto?, si chiedono altri. Dalle prime recensioni, nonostante alla regia ci sia il Jon cicciobombo cannoniere Favreau di Zathura, sembrerebbe proprio di sì. Una bomba un po' gratuita e ingiustificata, la mia: lo riconosco. Ma per Robert Downey Jr protagonista di un comic-movie e Gwyneth Paltrow con quei capelli, cristo, faremmo questo e altro.


Racconti da Stoccolma è un film svedese (ovvio, no? Ma doveva intitolarsi Dopo il tramonto, mentre il titolo internazionale è When darkness falls) diretto da Anders Nilsson, e vinse il premio di Amnesty International al festival di Berlino nel 2007. Sai che culo. Un mezzo miracolo comunque che esca un film scandinavo nel nostro paese: ancora una volta, dobbiamo ringraziare il coraggio di Teodora Film. Ma stavolta non ci fidiamo a prescindere: il film è sicuramente interessante, ma in giro non se ne parla così bene da poter accantonare il saggio pensatore. Pensiamoci, appunto.



Saw 4 è il quarto episodio di una saga che, a dirla tutta tutta, non è andata poi così ammerda: un inizio molto divertente, il deciso passo falso del numero due, e un terzo capitolo che si faceva guardare più che volentieri. Darren Lynn Bousman ha accettato tutti e tre pur di riuscire a girare il suo Repo!, e alla fine ce l'ha fatta: nel frattempo però il nostro interesse è definitivamente scemato. Se non: defunto. E meno male, visto che è ormai abbastanza palese (negli USA è uscito lo scorso Ottobre) che Non Ci Siamo: c'è ancora Tobin Bell che, in tutta sincerità, non se ne può più, ma sono cambiati gli sceneggiatori e il risultato è uno sconfortante 19% al pomodorometro. Se avete proprio voglia di sbudellamenti, recuperate Inside e statevene a casina.



Sopravvivere con i lupi è tratto dal bestseller di Misha Defonseca: la storia autobiografica di una giovane ebrea che sopravvive alla Shoah. Un paio di mesi fa si è scoperto però che il suo vero nome è Monique de Wael, i suoi genitori non erano ebrei ma cattolici, ed erano stati catturati dai nazisti perché parte della resistenza belga. Toh. Ma stai proprio a guardare il capello, eh! Sempre nazisti sono! Che ganza, Misha. Anche se ti chiami come le cazzo di scarpette, sei davvero una ganza. Comunque sia, che sia verità o finzione, che la svastica tiri o non tiri più, la mia attrazione nei confronti di questo film è pari a zero. Però, chissà. Diretto dalla settantenne regista francese Véra Belmont, e ci andate voialtri.



Sotto le bombe è un film franco-libanese diretto da Philippe Aractingi, e a Venezia ha vinto il premio EIUC. E non chiedetemi che diavolo sia, il premio EIUC. Non mi ricordo e non ho certo voglia di cercare. Ambientato nel 2006 durante il bombardamento del paese da parte dell'esercito isrealiano, racconta di una donna che cerca di entrare in Libano per portare in salvo la sorella e il nipote, con l'aiuto di un tassista. Pericolo di cinema terzomondista ed equo-solidale: altissimo. Potenziale buona sopresa: probabile quanto basta. Portatevi l'amichetta impegnata per consolarla degli esiti elettorali: ve la scoperete. Distribuisce Fandango, pigramente. Dio tassista.



Il treno per il Darjeeling è il nuovo film di Wes Anderson, non esce purtroppo stasera come gli altri ma venerdì, l'ho già visto e ne ho già scritto abbastanza. Ed è il film della settimana, ovviamente. Bellissimo. Mica bello, eh: bellissimo. Bellissimissimo. Bellissimissimissimo. Tanto lo so che ci andate lo stesso, ma ecco: andateci e basta.



postato da: kekkoz alle ore 17:12 | Permalink | commenti (16)
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