giovedì, 27 dicembre 2007
Ed eccoci giunti al promesso e tanto decantato 101mo episodio con i pregiudizi cinematografici per il prossimo anno 2008, da voi redatti (uno a testa al massimo, come già anticipato) che io c'avevo di meglio (o meglio, peggio) da fare, che non mancherete di segnalare sul vostro blogghettino.

Se vi state chiedendo chi ha vinto il premio, era una sfida impossibile, ma per non sbugiardarmi del tutto ho deciso comunque di attribuire il premio al paradossale ribaltamento di aldo (non lo conosco personalmente, che non si dica che faccio favoritismi)

Ma fate conto che avete vinto tutti, bravi tutti, bravo il budello.

Vi mando un madido abbraccio per questi due lunghi anni, è grazie a voi che questo blog è diventato un bel posto dove venire a sbevazzare e far cagnara fino a tarda notte.

Senz'altri indugi, buona lettura.





Cloverfield di Matt Reeves

Un ragazzo di nome Gimpi, fanatico nerd, si trova a una festa in un attico newyorkese, improvvisamente salta la luce. Al black out segue una scossa che sembra causata da un terremoto. Poco dopo, una terrificante esplosione, e una palla infuocata attraversa la città: è la testa della Statua della Libertà. Una misteriosa forza distruttrice sta polverizzando la città... Non è niente altro che il robot distruttore Voltron. Gimpi richiama all'ordine i suoi amici di un tempo, la famosa squadra G...5 eroi uniti qui, con l'intenzione di sconfiggere i roboleoni. Inutile dire che la patonza Pretty Jane regala scene di fan service a tutto spiano.
(astor)



Crank 2 di Brian Taylor

Quando abbiamo visto crank ci chiedevamo se i due ragazzi dietro la macchina da presa avrebbero continuato la loro carriera come registi d'azione, la risposta sembra essere affermativa visto che sono già a lavoro per game (distruggendo le città in cui girano) e hanno nuovamente messo sotto contratto Jason Statham, l'ultimo eroe d'azione. Questa volta pare che un mobster cinese gli abbia sostituito il cuore con un coso meccanico che se si ferma muore, sarà il film d'azione più esageratamente stupido che memoria ricordi, credo che da quei due ragazzi ci si possa aspettare qualcosa di più tamarro di Versus, non ci deluderanno.
(infamous)



Halloween

Lo sapevamo, c'era da aspettarselo, anzi e' strano che ci sia voluto cosi' tanto tempo: un remake del mitico Halloween (R.Zombie, 1978). Ce lo aspettavamo ma, era necessario? Perche' qui, l'originale e' un capolavoro tout-court, non un semplice film di genere, e questo semi-sconosciuto J. Carpenter dopo due soli filmetti (Dark Star e Distretto 13) decide di ri-girare il film di un collega che non e', esattamente, un pinco pallino qualsiasi, ma, bensi', un maestro del horror-gore-thriller-trash-road movie degli anni 70, e cioe mr.Rob "la casa del diavolo" Zombie. Ce la fara' J.Carpenter ? diamogli il beneficio del dubbio, anche perche' i due citati filmetti precedenti non erano proprio due ciofeche....sarebbe gia' qualcosa, comunque, che dopo l'uscita del film, Rob non lo citi per danni (d'immagine). In trepidante attesa di vederlo do un 6/10 di incoraggiamento, e spero di non sbagliarmi.
(aldo)



Into the wild di Sean Penn (dal 25/01)
Già il libro da cui è tratto il film non riesci a lasciarlo finchè arrivi alla fine, e il protagonista è uno come tu avresti potuto essere, e invece sei un'altra persona, ma lui lo conosci, lo capisci, e se tanto mi da tanto, e Sean è quello de "La promessa", se va male sarà un film bellissimo, se va bene sarà un capolavoro.
(Francesco M)

Siccome il papà è brutto cattivo e puttaniere, Chris McCandless rigetta le comodità borghesi e si dà alla macchia, andando incontro alla morte un po' per assideramento e un po' per aver mangiato il muschio sbagliato. In conseguenza di ciò, diventa più famoso di Pinocchio presso una parte del movimento no global. Quella che all'inizio di 28 Giorni Dopo libera le scimmie zombi. E Penn, noto per avere l'equilibrio psichico di una friggitrice, ne trae un paparipà di 140' riassumibile in la natura andai nei boschi combattere la globalizzazione furgone con la porta rotta sguardo malickiano pisciare nei torrenti EDDIE VEDDER. I casi sono due: o dall'intervallo in giù ti tieni allegro sussurrando "non vedo l'ora che muoia", o chiedi la cittadinanza americana pur di poter votare repubblicano.
(violetta)



John Rambo
di Sylvester Stallone
Ammettiamolo, aver saputo del quarto Rambo dopo l'imprevedibile successo del sesto Rocky ci ha fatto subito sperare in quelle classiche storie natalizie che piacciono a tutti: il perdente che risorge dopo anni di oblio, soltanto per cadere piu' rumorosamente al passo successivo. Perche' un conto e' affezionarsi a Rocky e al suo messaggio personale, un altro e' affezionarsi a Rambo e al suo messaggio politico. Un conto e' un Rocky 60enne deformato di cazzotti che tenta di rendersi presentabile scopo vita sociale normale, un altro e' Rambo, presunta macchina da guerra solitaria con la faccia rifatta e il parrucchino che sembra Liz Taylor in overdose di steroidi. E un conto e' resistere 15 round di buffetti con l'annoiato campione dei pesi massimi, un altro e' andare in guerra da solo contro la fottuta Birmania. Poi pero' ho sentito le parole "Live, for nothing. Or die, for something." e ho sussultato tipo Demi Moore in Ghost quando Whoopy Goldberg le dice "Idem". Ce la puoi ancora fare, nonno.
(Valido)

Nato come Alien & Predator VS John Rambo, con nostro sommo piacere si è poi deciso di farne due film distinti. Stallone vanta nel suo pedigree interpretazioni di altissimo livello, personaggi che, questo davvero, resteranno nelle nostre menti di quasi adolescenti fino alla morte. Rivedere Rocky Balboa e John Rambo all'azione, quando ormai siamo tranquilli adulti disoccupati ci crea molta preoccupazione. Poco tempo fa Rocky è riuscito a salvarsi leccando il sedere dei suoi fan (senza ritegno) per tutto un film, riuscirà nello stesso intento il mercenario buono? Lo script prevedeva un John Rambo che vive pacificamente catturando serpenti, per poi scatenarsi in difesa di un villaggio. Ma Stallone col suo solito occhio lungo (non dimentichiamo che in Rambo 3 combatte a fianco dei Talebani) lo ha scartato per una storia più vera che si adatta alla sua condizione: la lotta per la sopravvivenza con la pensione. Nel trailer che gira tra le pieghe di Youtube si vedono sparatorie all'INPS e vecchietti che saltano grazie alla dinamite, ma soprattutto si ascolta l'autocitazione che azzittirà Rossella Hoara per sempre: "Con quella pensione, come vivrai?", "Giorno dopo giorno".
(lud_wing)



Lussuria
di Ang Lee

Per ora, l'unico motivo che questo film ha di esistere, è perché si vede quella cosa lì che tutti sappiamo. Magari poi sarà anche un bel film. In ogni caso, mai come questa volta, la bomba ha motivo di essere posta come simbolo.
(NicoleDiver)



Mamma mia!
di Phyllida Lloyd

Allora, c’è Meryl che sgambetta su un pontile, ci sono gli Abba a tutto volume, c’è una figlia in cerca di tre possibili padri, del tipo che li invito tutti al mio matrimonio poi scopro quale è dei tre, che tanto sono tutti simpatici e poi comunque finisce sempre tutto in vacca. O in vasca. C’è uno 007 in disarmo che ha smesso lo smoking Brioni e indossa una camicia kaki e shorts troppo larghi, fa finta di essere simpatico e pare canti pure, anche se dal trailer non si vede purtroppo. Ma c’è anche Colin Firth che, voglio dire, se voi state cercando un padre perduto, vi prendete Brosnan, cioè quello che la mamma si è fatta quando era ubriaca e non sapeva che cacchio faceva, o Firth, il manzo che se la è sbattuta sul tavolo di cucina tra le carote, procurandole il suo primo vero orgasmo? E poi c’è Juan Pablo Di Pace. E se vi state domandando chi sia, fregatevene e correte a vedere la sua galleria di foto. Ahhhh la Grecia! Insomma, c’è la concreta e meravigliosa possibilità che sia una baracconata indegna. No, dico, Meryl indossa una salopette e una camicia bianca con maniche a sbuffo… Dai, Mamma mia! How can I resist you? Io mio avvio ancheggiando, voi venitemi dietro. Ops!
(Souffle)



Persepolis di Vincent Paronnaud e Marjane Satrapi

Giunge al cinema dal 22 Febbraio 2008 Persepolis, film d'animazione bidimensionale, tratto dal fumetto dell'iraniana Marjane Satrapi. Premiato a Cannes, narra di un estratto della giovinezza dell'autrice, a partire dall'infanzia vissuta in una famiglia basata su valori "moderni" sempre più in contrasto con un Iran tradizionalista e intransigente, fino a giungere all'addio all'Iran stesso che l'autrice, ormai donna, sarà obbligata a compiere per sfuggire ad una terra che non sente più sua. La narrazione, sempre fluida e gradevolissima sebbene caratterizzata da salti temporali notevoli e seppur a tratti quasi aneddotica, ha il pregio di riuscire a intrecciare le vicende personali di Marjane con la situazione politica e sociale iraniana in cui si trova a viverle, riuscendo così da una parte a trasmetterci perfettamente le emozioni e la maturazione mentale della ragazza, e dall'altra parte a trattare, senza appesantire troppo il tutto, argomenti come la morte, la guerra e i soprusi subiti da un popolo schiavo di una classe governativa ignorante e corrotta. Da vedere assolutamente.
(Marinos)



Questa notte è ancora nostra di Paolo Genovese e Luca Miniero

I film italiani alla Federico Moccia effettivamente ci mancavano. Dopo "Notte prima degli esami" 1 e 2 torna di nuovo la canzone di Venditti (e badate è proprio la stessa! Il che denota uno sforzo creativo inimmaginabile per i poveri sceneggiatori!) per un film che sembra la brutta copia dei primi 2 più Scrivilo sui muri e HVDT... e indovinate chi c'è come protagonista? Il bravissimo in un occhio Nicholas Vaporidis che poverino ogni volta che fa un ruolo non adolescenziale fa flop totale e allora per sopravvivere continua a fare il dolce ragazzino di 124 anni... ah... e ovviamente Cristiana Capotondi la grande promessa che ci propinano dappertutto (apprezziamo che abbia trovato il tempo per laurearsi in scienze della comunicazione ma alla fine che cavolo ce ne frega a noi!). Se questo è il futuro del nostro cinema tanto vale lasciare campo libero al mondo. Noi ci ritiriamo. Califano dovrebbe salvare la situazione? Naaa!
(Alessia)

Questa notte è ancora nostra: è decisamente il film italiano da deridere della settimana, ma stavolta potrebbe essere anche quello del semestre (fatta eccezione per il film di Muccino jr.). Probabilmente non servirebbe a nulla, ma una petizione per dissuadere Nicolas Vapodiris dal fare 10 film all'anno credo che andrebbe fatta. Almeno, io la firmerei. Stavolta poi sembra peggio del solito, e non è una cosa da poco. Viene quasi (QUASI) da rimpiangere l'emigrazione di Stefano Accorsi!
(jecke)



Scusa ma ti chiamo amore di Federico Moccia

Scusa ma ti chiamo amore è il bruttissimo titolo del primo film di Federico Moccia, ormai perseguibile penalmente per avere legato un’intera generazione di teen agers a dei cazzo di lucchetti sul Ponte Milvio. Scusa ma ti chiamo amore è il pessimo titolo del pessimo romanzo con lo stesso pessimo titolo del – si pensa – pessimo film che ne ha tratto Moccia, cui ormai non basta più il consumo irresponsabile di carta stampata, ma ha deciso di intaccare pure la cellulosa. Scusa, Fede, ma noi i soldi nostri a te non li portiamo. Non che gli fregherà troppo, certo, visto che avrà la claque lettrice a fare la fila dal Ponte Milvio. E dire che questi (film e libri) reggono il mercato “culturale” della Penisola… L’Italia è una penisola fondata sulle stronzate.
(Noodles)



Sweeney Todd di Tim Burton

Sweeney Todd  è l'ennesimo film goticheggiante di Tim Burton con Johnny Depp nel ruolo di idolo dark dei teenager alternativi. E' tratto da un musical (che a sua volta è tratto da una storiella dell'ottocento e forse c'è anche un libro ma non ho voglia di indagare) che qui in Italia probabilmente nessuno conosce, e non vedo come possa essere un male visto che parla di un uomo assetato di vendetta che con la scusa di fare il barbiere sgozza tutti quelli che anni prima hanno congiurato per imprigionarlo e portargli via la bella moglie. Yawn. Adolescenti (e non) di tutto il mondo si stanno già bagnando i pantaloni più o meno per gli stessi motivi per cui io mi terrò a debita distanza da qualsiasi sala lo proietti. Ma è un probema mio, odio il binomio Burton/Depp, poi magari il film è bellissimo. L'unica cosa che so di per certo è che Depp canterà (lo doppieranno in italiano? prevedo risultati esilaranti) e che ancora una volta sarà pieno di trucco attorno agli occhi. Mi sembrano ragioni fondamentali per evitarlo ad ogni costo se si ha più di 16 anni. Ma tanto so che ci andrete comunque tutti quanti, e tutti quanti griderete al capolavoro.
(andréa)



Uibù - Fantasmino fifone di Sebastian Niemann

Signore e signori: il nuovo e teutonico film de’ paura tutta mitteleuropea per voi, Uibù. Guardino il meraviglioso trailer. Sì è proprio un brivido di terrore quello che sentite lungo la schiena mentre ascoltate il prologo in tedesco nell’introduzione al sito ufficiale. Uh che divertente l’umorismo prussiano! Grafica a tre dimensioni stile Eidos 1995! Battutone! Bambini! Fantasmini nel castello! Misteri! E poi, il più grande mistero di tutti i tempi: dove andrà a finire il Grande Wurstel del trailer? Forse l’espressione della principessina nella meravigliosa e simpaticissima locandina potrà esserci d’aiuto per risolvere l’enigma? E ancora, scopri con noi i ruoli degli altri protagonisti nell’orgia di divertimento sassone! Distribuisce l’imperdibile pellicola, la Moviemax di Marco dell’Utri che solo per avere in catalogo “Nero Bifamiliare” e il cartone animato di Padre Pio deve scontare settecento anni di purgatorio cinefilo. Non sappiamo in quante copie verrà distribuito ma speriamo che quelle quattro si brucino. Tutte. Ohibò. Uibù. Grande Wurstel, pensaci tu.
(daniela_elle)



Valkyrie di Bryan Singer

Quasi quasi m'incuriosisco. Peccato lo produca la United Artist. Tom Cruise è solo un pretesto. Non si lamentasse se alla gente sta sulle scatole. Non gliel'abbiamo micadetto noi di mettersi ad interpretare il nazista. Attentare alla vita di Hitler non basta a cancellare il ricordo di aver mangiato la placenta della propria primogenita, subito dopo il parto. Chi nasce Top Gun muore Scientologista.
(Smeerch)



Ventisette volte in bianco (27 dresses)

La bionda di Grey's Anatomy (insopportabile) è una damigella seriale. Il 27 del titolo è il numero di volte in cui è stata la damigella d'onore. Lei, invece, non si sposa mai. Poi succede che quello di cui lei è segretamente innamorata si sposa, e lei dovrebbe fare di nuovo la damigella. E Spartaco si ribella... Nel trailer ci sono alcune gag divertenti, ma lei è davvero insopportabile... troppo leziosa. Però, surprise. Indovinate chi fa capolino nel film? Edward Burns, evviva! E se il buon Edward vi avesse annoiato, c'è anche James Marsden (ex X-Me, ex avvocato di Ally Mc Beal, ex principe azzurro suonato di Enchanted). Fidatevi. Più Edward Burns (e James Marsden) per tutte.
(lattis)

postato da: kekkoz alle ore 20:38 | Permalink | commenti (24)
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