
2061 è il nuovo film di Carlo Vanzina, ambientato appunto nel 2061, in cui un manipolo di personaggi capitanati da un Abatantuono riterrunciellizzato attraversa un'Italia post-apocalittica, divisa in tanti piccoli staterelli. Un Mad Max de noantri? Un Musica per vecchi animali for the masses? L'idea di base era davvero promettente, lo ammetto. E guardate il poster: figata. Poi guardate il trailer. Ecco. Ci voleva giusto uno come Vanzina per ridurla alla solita puttanata con Anna Maria Barbera. Perché son tutti bravi a tirare fuori L'armata Brancaleone in ogni cazzo di intervista, un'altra cosa è aver fatto un film che vada un passo, e dico uno, oltre la solita orrenda collezione di macchiette italiote. E visto l'andazzo, ne dubito. Ma mio dubbio più grande è: ma questa gente ci crede davvero?
Un'altra giovinezza è - per chi non l'avesse riconosciuto da lontano - il nuovo film di Francis Ford Coppola a 10 anni dall'ultima regia ufficiale, ma soprattutto a 15 anni dal suo magnifico Dracula. Grande evento cinefilo di massa della Festa di Roma, il film ha diviso e non poco: ho cercato di leggerne il meno possibile, ma l'impressione dalle poche righe capitatemi sotto gli occhi è quello di un film mostruosamente ambizioso, e non del tutto risolto. Brr. Sarà vero? Sarà un capolavoro incompreso? Sarà un classico tardivo? Sono sicuro che vi sprecherete di particolari nei commenti, perché questo è il film della settimana, e il film che tutti noi vedremo. Nel frattempo mi tengo la mia paura fottuta.
Die Hard - Vivere o morire è il quarto film della saga dell'agente John McClane, l'ho già visto parecchie settimane fa e ne ho già scritto abbastanza. Devo però ripetere, se non si fosse capito, che - inaspettatamente, visto che il regista è quel delinquente di Len Wiseman - è un film spaventosamente divertente. Macchine come proiettili! Kevin Smith! I'm a mac! Il resto in questo post. E buon divertimento.
Elizabeth - The golden age è il sequel di Elizabeth, film del 1998 che raccontava i primi anni di regno della regina Elisabetta Prima. Ritroviamo quindi la nostra amatissima splendente meravigliosa Cate Blanchett nel ruolo di Elisabetta Dopo (lo so, fa schifo, non so nemmeno da dove sia venuta questa stronzata) e la sua storia con Walter Raleigh interpretato dal nostro nerborutissimo e cazzutissimo Clive Owen. Dirige, ancora una volta, il regista indiano Shekhar Kapur. Non avendo visto il primo capitolo (perdonatemi, ho avuto per molto tempo un problema con i film in costume, l'ho superato, prima o poi recupererò), non so sinceramente che pensare di questo secondo. Le forze in campo sono eccellenti, e Cate con quel taglio di capelli te la raccomando. Se trovo il tempo mi ci lancio, poi fate voi.
Giorni e nuvole è il nuovo film di Silvio Soldini, uno che avevamo adorato (per Pane e tulipani, eh lo so, shame on me!, capita anche nelle migliori famiglie) che poi abbiamo perso un po' per strada (Agata e la tempesta era carino e nulla più), e che torna con una storia e con un cast interessanti (Buy, Albanese, Battiston) (io per la Buy ho un debole, che ci devo fare). Potrebbe essere il ritorno di un beniamino, come la conferma della sua impossibilità. L'unica parola che ho in mente è boh, ma la curiosità c'è, eccome.
Seta è diretto dal canadese François Girard, ma, più di tutto, è tratto dall'omonimo libro di Alessandro Baricco. Potrei creare una nuova categoria ad hoc: la coproduzione internazionale da deridere della settimana. Mentre il mondo si dividerà tra baricchiani convinti ("Finalemente un film da Seta! Sarà bellissimo! Ah, quanto ho pianto! Ma Oceano Mare è più bello! Oceano mare è il mio libro preferito! Cosa aspettano a fare un film da Oceano Mare! Dai, Novecento in confronto era una cazzata! Se non hai letto Oceano mare non possiamo scopare perché non capirai mai come sono fatta dentro!") e antibaricchiani convinti (che ne parleranno male a prescindere, e a volte sono pure peggio di quegli altri), io voglio solo prendere le cose come stanno. E cioé, che se Seta è un bel libricino se devi fare un viaggetto in treno e hai pochi spiccioli, è anche estrememante anticinematografico, che non riesco a capire come (e prima di tutto perché) ci abbiano tirato fuori un costosissimo film di 112 minuti, e - soprattutto - che questo film ha fatto schifo a tutti, e - pregiudizialmente - li capisco. Come fai a non prendere in giro questo film, dai? E' come andare a una festa in maschera in jeans e maglietta, e dire che non avevi capito. E' come dire ai tuoi amici che ti vuoi scopare il cesso della cumpa, e una volta che ti dicono che effettivamente è il cesso della cumpa (perché a te piaceva davvero, e in effetti dai, erano loro a non capire la sua bellezza) giustificarti a posteriori dicendo che aveva personalità. O che aveva dei bei gusti. Che so, che leggeva Baricco. E quindi era una tipa sensibile. Che ipocrita, che sei.





