
2 Giorni a Parigi è il secondo lungometraggio diretto da Julie Delpy, attrice francese amata da molti della mia generazione per il ruolo di comprimaria di Ethan Hawke in
Prima dell'alba, e da altri per le tettine all'inizio di
Killing Zoe. Ma questa è un'altra storia. Il film racconta di una fotografa parigina che, in crisi con il suo ragazzo niuiorchese, vola nella sua città natale per presentarlo alla sua famiglia. Mh. La più cosa curiosa è che Adam Goldberg è effettivamente un ex della Delpy, circa, e che i genitori sono interpretati dai coniugi Delpy. Mh. Ma passando ai fatti: ho visto il trailer e ho riso molto, e la stampa è contenta. Chiamatemi ottimista.

28 Settimane Dopo è il sequel autorizzato di
28 giorni dopo, horror con cui Danny Boyle contribuì a dare nuova linfa al genere, e di cui ho scritto pochi minuti fa dall'altra parte (in
questo post), e tra l'altro utilizzando anche lì il termine "nuova linfa". Uccidetemi. Però trovo questo guazzabuglio autoreferenziale davvero divertente. Mi gira la testa, deh. Fatto sta: probabilmente il film si sarebbe beccato un pensatore, perché sebbene ne abbia letto bene da molte parti l'assenza di Boyle alla regia mi lasciava con un grosso puzzolente dubbio. E invece l'ho visto. E' bello. Buona visione.

Il buio nell'anima è il nuovo film di Neil Jordan, in cui Jodie Foster viene privata dell'amore suo - che tra l'altro ho scoperto ieri essere Sayid di
Lost , diamine - e diventa un'armata vendicatrice solitaria. Una cosa così. La critica si è divertita molto a speculare sui fascismi o meno di questo film, che infatti è stato accolto nel modo più disparato, e per nulla entusiasta. Sinceramente non me ne dovrebbe fregare niente, è il film di Neil Jordan dopo
Breakfast on Pluto dannazione, mi dovrei fidare di Neil Jordan o no?, ma un po' di dubbio con quelle recensioni là ce lo dobbiamo tenere. Una questione deontologica, tipo. Ma vogliamo piuttosto parlare del titolo italiano?
The brave one che diventa
Il buio nell'anima? Ma cos'è, una canzone dei Pooh? Sdoganiamo l'uso massiccio della castrazione chimica?

I fratelli Solomon è una commedia scritta e intepretata da Will Forte, comico dell'ultima generazione del Saturday Night Live, che infatti vivaddio nessuno da noi conosce. L'altro fratello Solomon è invece Will Arnett, caratterista comico visto come villain in
Blades of glory, la cui faccia non riesco proprio a sopportare nonostante tutti i miei sforzi. Basterebbe questo, ma il film, a quanto se ne legge in giro, fa proprio schifo. Punto. Dalla mia, mi inquieta il fatto che in quell'orribile locandina (ma quanto cazzo è ORRIBILE quella locandina?) Will Forte è identico a John Ritter, e John Ritter è mortissimo, e tutto ciò mi mette tanta paura e tanta inquietudine. Lungi da me,
The Brothers Solomon.

Grindhouse - Planet Terror è l'
altro film che componeva il duetto di
Grindhouse insieme a
Death proof di Quentin Tarantino, e che per colpa della patetica distribuzione sui mercati home-video e internazionale ci becchiamo in solitaria. Non è dato sapere - perché non ho cazzi di informarmi, più che altro - se nella copia italiana ci siano i finti trailer, che sono le attrazioni più richieste del carrozzone
Grindhouse. Sicuramente qualcuno lo dirà nei commenti, che mi informo a fare? Quello che non ho mai detto, però - anche perché non era carino, a suo tempo - è che io
Planet Terror l'ho già visto, qualche mese fa, in una versione talmente scrausa da giustificare il mio colpevole silenzio. Ma il mio parere - che sarebbe stato una bomba in ogni caso perché un horror di Robert Rodriguez con Rose MacGowan con la gamba-fucile e Bruce Willis che fa il militare pazzo e Sayid di Lost pure qui
deve essere una ficata - è assolutamente positivo. No, davvero, se non siete così pazzi da prenderlo sul serio (con Tarantino era un caso un po' diverso, oppure sono pazzo io)
Planet terror è davvero uno spasso micidiale. Chissà, magari vado pure a rivedermelo come si deve.

Hairspray è la versione cinematografica di un musical di Broadway che era la versione musical di un film di John Waters degli anni '80, noto dalle nostre parti come
Grasso è bello, film bellissimo e tra le altre cose assolutamente essenziale per la mia crescita. La prima volta che ho saputo di un remake ho storto il naso, ma la cosa è durata pochi minuti: almeno fino alle prime foto di scena. Ora che ho
anche il parere positivo a posteriori di tutti gli esseri umani di questo universo, posso dire tranquillamente che - pur in una settimana interessante -
Hairspray è
il film della settimana. E sono quasi certo che sfascerà i botteghini. Trovo estremamente curioso e divertente, anche se in linea con le sane pratiche di quei furbacchioni della Moviemax, che il film sia pubblicizzato ovunque come "un film con John Travolta" mentre su MTV il trailer reciti "un film con Zac Efron", oppure "il nuovo film di Zac Efron dopo High School Musical, un altro film con Zac Efron, ragazzine accorrete c'è Zac Efron nudo, Zac Efron bacia, Zac Efron limona duro". E noi che fino a poco tempo fa non sapevamo chi diavolo fosse, Zac Efron. Brutta cosa, la vecchiaia.

Un'impresa da Dio è il sequel di
Una settimana da Dio, questa volta con Steve Carell, l'ho già visto, ed è stata un'esperienza talmente mortificante che preferirei non ripetermi. Ne ho scritto
in questo post. Se ci andate lo stesso poi non venite a piangere da me.

In questo mondo libero è il nuovo film di Ken Loach, presentato qualche giorno fa a Venezia un anno dopo la vittoria a Cannes con
Il vento che accarezza l'erba. Loach è un regista che ho sempre scansato, un po' per pigrizia, e un po' perché non è proprio nelle mie corde. Probabilmente continuerò a farlo, e quindi sospendo il giudizio.