

Caprivity Captivity è un horror diretto da Roland Joffé che ha come unico, e ripeto unico, interesse la presenza come protagonista quella bella frigidona di Elisha Cuthbert, vale a dire la figlia di Jack Bauer in 24. Donnetta che tra l'altro odiamo perché sarà la protagonista del remake di My sassy girl, ma lasciamo stare che è meglio. Sono cattivo gratis oggi. Io manco lo vedo, 24. Comunque sia, la Filmauro (che non si capisce come mai non si limiti a vivere di rendita sui cinepanettoni e distribuisca questa robaccia) ha il coraggio di spacciare il film come "un film del regista di Mission e Le città della gioia". Allora ditelo, che volete che la gente diserti le vostre sale. Secondo me c'è qualcosa di fiscale sotto. Boh. Chiederò a Uwe Boll. Nota di costume: il prossimo film di Joffé sarà l'adattamento cinematografico "Finding t.A.T.u.". Dettagli pruriginosi e Mischa Barton infoiata inclusi nel prezzo. Non è meraviglioso?

Flower and snake è un film di tre anni fa diretto da Takashi Ishii i cui primi tag su IMDB - per capirci - sono Softcore / Lesbian Sex Scene / Attempted Rape / Needle / Millionaire. Come sia venuto in mente alla Iguana Film (sic) di comprare e distribuire un film di Takashi Ishii, leggendario regista dei due Gonin (e pure di Freezer, uscito in dvd italiano nell'indifferenza generale, persino mia), non è dato sapere. Ma il fatto che lo distribuiscano con frasi tipo "dopo Sex and Zen e Tokyo Decadence" (ma dico io, nel fottutissimo duemilasette ancora Tokyo Decadence mi tirano fuori, e Sex and Zen era hongkonghese, non giapponese, e la porcaccia, e anche la troia) mi illumina su tutta l'operazione. Non lo vedrà nessuno: potremmo essere noi, l'eccezione?

Reign over me è un film su un tizio (Adam Sandler) che ha perso la moglie negli attacchi del 9/11 ed è molto depresso, finché non incontra un compagno di college (Don Cheadle) e ci bevono sopra. Mh. Più o meno. Ah! Il cinema post 9/11! Non! E'! Più! Lo! Stesso! Uff. La cosa più interessante di questo film che ha ricevuto critiche non proprio entusiaste in patria (del tipo "è scritto con il culo") è l'aneddoto legato al cast. I due protagonisti dovevano essere Tom Cruise e Javier Bardem, poi Cruise molla, Bardem in evidente stato di ebbrezza dice "chiamiamo Adam Sandler che è bravo", arriva Sandler, Bardem molla (ma LOL), Sandler probabilmente dice una cosa tipo "chiamiamo Cheadle che è negro", ci scommetterei, ed ecco formata la nostra coppia. Morale della favola: un film che non voleva più fare nessuno.

Shrek 3 è il terzo film della saga DW dell'orco verde di questa grandissima ceppa. Intendiamoci: non è che i film di Shrek siano brutti brutti brutti - e quindi probabilmente neppure questo lo sarà, ehm ehm ehm ehm ehm ehm - è quello che rappresentano a irritarmi. Quando uscì il primo erano tutti entusiasti, ricordate?, tutti a dire "ehi, Shrek non la manda dire a nessuno!", e io a dire "sì vabbè è carino ma l'avete visto Monsters & Co., maledetti?". Poi uscì il DVD e mi resi conto che era anche una noia mortale. Il secondo capitolo era molto più divertente, ma poco cambia: almeno la gente ha smesso di spinguinarsi a vicenda, ma il terzo capitolo ce l'hanno rifilato ugualmente. Venendo a noi: qualunque, qualunque cosa che mi sia capitata davanti di questo Shrek 3 - teaser, trailer, clip, foto di scena, orecchie finte in regalo con mensili - riesce a metterti addosso una tristezza immonda. E non dite che non è vero. In caso contrario, non dite che non vi avevo avvertiti. Non ho altro da dire. Anzi, sì. Exterminate Ciuchino.

Soffio è l'ultimo film del regista coreano Kim Ki-duk, presentato all'ultimo Festival di Cannes. L'ultima volta che ho scritto un pregiudizio su un film di Kim (era Time) ci ho perso un pomeriggio, e asciugandomi i lacrimoni perché non era una bomba, quindi cercherò di essere breve. Non riuscendoci. Kim Ki-duk è stato per un periodo ragionevole di tempo "il mio regista preferito" tra mille virgolette, ma non posso dirmi certo un fan di primo pelo (lo scoprii veramente con l'epocale proiezione di Ferro 3 a Venezia, una di quelle cose di cui parli ai tuoi NIPOTI). Quelli Kim se li è già giocati con L'arco (film ambiziosissimo quanto spaventosamente squilibrato) e poi con Time (sorta di virata in commedia semi-involontaria dei suoi temi, quasi indifendibile). Da parte mia, ho fatto di tutto per difenderlo, giocandomi totalmente la mia credibilità in campo orientofilo, ma l'immagine di Kim Ki-duk come "regista con il pilota automatico" (proposta da Midnight Eye ai tempi dell'Arco) si è ormai diffusa a macchia d'olio. Chiunque abbia scoperto Kim in tempi recenti (mettiamo, dopo l'uscita di La Samaritana in Italia) pensa probabilmente a lui come uno di quei registi coccolati dai festival che fanno film pallosissimi quando non ridicoli. Come spiegargli che ci sono stati Bad Guy, Address unknown, Samaria, e via dicendo? Che mondo triste. Eravamo già belli che disperati, quando arrivò il teaser di Breath. Che poi mi chiedevo come l'avrebbero chiamato da noi, perché in effetti Respiro c'era già. Soffio fa un po' porno d'essai, ma è meglio di Alito di sicuro. Ve lo immaginate, Alito? Il teaser, comunque, era bellissimo: ecco cosa ci voleva, per riaccendere le nostre speranze - oltre all'amico Coma che da Cannes mi scrisse un sms definendolo "belìsimo", e lui è uno che ne sa a pacchi - ci voleva un triangolo silenzioso in cui l'unica voce è un canto improvviso, dolcissimo, disperato, nel corridoio di una prigione. Non voglio sapere altro. E, va da sé, non sento ragioni.
UPDATE - Esce Sabato 1 Settembre "Gli amori di Astrea e Celadon", il nuovo film di Eric Rohmer che era sfuggito al mio sguardo disattento. Ne parliamo settimana prossima. Baci.






