La settimana scorsa mi chiedevo come mai fosse uscito un horror solo: presto detto, è estate. E come tutte le estati escono i filmacci senza che nessuno ti dia un briciolo di preavviso. Cattivi cattivi, buu. Ecco le due uscite della settimana scorsa che mi sono scappate dalle mani.

Altered è un horror dell'anno scorso prodotto direttamente per home-video, una quasi certa boiata cheap in cui dei tizi rapiti dagli alieni si vendicano di questi ultimi quindici anni più tardi. Come, non è dato sapere, e non vogliamo nemmeno. Dalle nostre parti invece Altered è uscito nelle sale (anche se in questo sgraziato periodo) grazie all'intervento del perverso genio di quelli della Igol Pìkturs e lo so potrei fermarmi qui anche stavolta ma non vedo perché non togliermi lo sfizio. La motivazione di tutto questo sfuggerebbe al raziocinio dei più, ma basta guardare la locandina per capire: il film è diretto da Eduardo Sánchez, uno dei due registi di Blair Witch Project, che - incredibile a dirsi - riesce ancora a lavorare. Anche se nessuno se ne accorge. E in Italia quando ci affezioniamo a un film non ce lo lasciamo più scappare, vero? L'esempio de L'esorcista ci fa temere che la cosa andrà avanti ancora per molto, molto tempo. Che tristezza.
Sito ufficiale

Zombies - La vendetta degli innocenti è l'implicitissimo titolo italiano di Wicked little things, film presentato qualche mese fa all'interno di HorrorFest, all'interno del quale v'erano perle come The tripper e The hamiltons. Il paradiso della Coercizione, tra le altre cose. Avrebbe dovuto girarlo Tobe Hooper, invece è finito nelle mani di J.S.Cardone, che abbiamo già avuto modo di deridere per lo script di The Covenant. Cielo. J.S.Cardone. CIELO. Curioso che il claim non reciti una cosa tipo "il film che avrebbe dovuto girare il regista di Poltergeist e invece è diretto dal regista di Mummy and the Armadillo". Non credo di aver altro da aggiungere.
Sito ufficiale HorrorFest
And now for something completely the same: i film di questa settimana.

Blades of glory è il nuovo film con protagonista Will Ferrell, dopo l'irresistibile Anchorman e il delizioso Talladega Nights (da noi Ricky Bobby), e a quanto pare si incastra perfettamente nel percorso dei precedenti: quello di commedie dalla struttura assolutamente fissa, in cui a cambiare è solamente il contesto: prima network locale, poi gare automobilistiche, qui pattinaggio artistico. No, Bon Jovi non c'entra un cazzo, quella era Blaze of glory. Speriamo che non Ferrell non gratti dal fondo del barile le poche idee che gli sono rimaste, e che ci faccia semplicemente ridere come deficienti. I dubbi in questo caso sono molti, ma anche se l'accoglienza critica è stata un po' (ma poco poco) più freddina e il doppiaggio rovinerà tutto anche stavolta, è chiaro che da queste parti, in un modo o nell'altro, si vedrà eccome.
Sito ufficiale

Crank è un film che ho già visto, e che molti di voi amati lettori avete già visto. Nonostante ciò, è il caso di spenderci ancora due parole. Sappiatelo subito, non è un film per palati fini. E' un film dove si corre, si spara, si scopa, ci si fa male, si corre, ci si droga, ci si scopa Amy Smart davanti a una folla di cinesi festanti, si urla, si corre. Punto. Eppure Crank è dotato di un'onestà d'approccio davvero rara, ed è anche uno dei film più spassosi di questa stagione: meritava senza dubbio un posizionamento meno umiliante di questo. Sarebbe potuto diventare un piccolo cult (magari pre-estivo), e invece passerà inosservato. A questo punto era meglio lanciarlo bene in Dvd, no? Rimediate voi. Buon divertimento.
Sito ufficiale, Il mio post su Crank

Flicka non è un film su un noto sito internet di photo sharing, purtroppo: è il remake di un film omonimo del 1943, e racconta dell'amicizia tra una ragazzina del Wyoming (è bello sapere che esiste davvero, il Wyoming, ma che fatica scriverlo, Wyoming, hai sempre paura di sbagliare, Wyoming) e un cazzo di cavallo selvaggio a cui dà questo nome orrendo. Ma chi se ne frega, poi. La protagonista è Alison Lohman, che ha quasi trent'anni e continua a interpretare adolescenti. Per dire, Maria Bello qui fa sua madre e ha 12 anni in più. Se fossi in Maria Bello, mi incazzerei pure. Comunque. Ci sono molte buone ragioni per evitare questo film, la maggior parte delle quali sono qui sotto i vostri occhi (ragazzina + cavallo + Wyoming - e no, non andateci solo perché c'è la Lohman, pervertiti, piuttosto guardate il film di Egoyan che almeno fa vedere le poppe), insomma dicevo, ce ne sono parecchie. Ve ne do un'altra? Due cavalli sono morti durante le riprese, e nessuno ha pagato per questo. Fate voi.
Sito ufficiale

Maial Zombie - Anche i morti lo fanno è l'ultima sfida di Mediafilm: distribuire un'altra commedia tedesca vecchia dal titolo stupido (Die nacht der lebenden loser) già tradotto per l'internazionale in un titolo ancora più stupido (The night of the living dorks) mettendogli un titolo addirittura più stupido (questo), rubandone un pezzo dal titolo italiano di un'infame commediaccia americana di qualche anno fa (a questo punto immagino che Maial College sia considerato un po' uno spartiacque storico, nel mondo fatato dei titolisti imbecilli), e spacciandola per una commedia porcellona anni '80, cosa di cui tutto il mondo sente bisogno. Se potete evitare di vedere il trailer, eviterete di rovinarvi l'estate. E se pensavate che il dittico di Hulla Chuppa fosse un punto di non-ritorno, cari miei, sbagliavate: era solo l'inizio della fine.
Sito ufficiale

Paura primordiale è un film di cui ho già parlato tre settimane fa (vi invito a rileggere per capire e/o ricordare di cosa si tratta), ma che nel frattempo è riuscito a cambiare locandina ufficiale, e persino titolo. Si chiamava Primeval. Ma tutti ormai lo conoscono come Il film con il Leggendario Alligatore Gustave. Giuro, ci ho messo un po' a capire che era lui, ho fatto pure dei controlli. Ma quanti film con un ALLIGATORE LUNGO 25 PIEDI ci possono essere? E poi, quanto diavolo sono lunghi 25 piedi? Bentornato, Gustave. Ci sei mancato.
Sito ufficiale

Specchio magico è uno degli ultimi film di Manoel de Oliveira (precedente a Belle toujours), presentato a Venezia quasi due anni fa e sbolognato malamente a fine Luglio da Mikado, forse per evitare di fare la figura degli ingrati che non distribuiscono i film di Manoel de Oliveira. Ora, io ho un problema con Manoel de Oliveira: sono incappato un sacco di volte nei suoi film, purtroppo mai nei "migliori", e più a pezzi che interi, ma li trovo mortalmente noiosi. Lo so che non sono l'unico, ma so anche che c'è una fetta di pubblico (colto o meno, ma ci siamo capiti) che potrebbe venire a cercare il mio indirizzo per lasciarmi una testa di cavallo morto fuori dall'uscio. Non avendone comunque una conoscenza approfondita (e nemmeno superficiale, via) me ne sto zitto zitto nell'angolo. Tuttavia, essendo questi pregiudizi, ho proprio l'impressione che da qualche anno a questa parte De Oliveira sia diventato un mero abbaglio cinefilo, uno di quelli che riempiono i festival e svuotano le sale. Mi sbaglierò.
Sito ufficiale

Sweet sweet marja è un altro di quei film spuntati fuori dal nulla all'ultimo momento, ed è chiaramente il film italiano da deridere della settimana. E non solo perché è l'unico. Tratto da un cortometraggio di qualche anno fa, racconta di una cena importante durante la quale della marijuana finisce tra gli ingredienti. Facepalm. Conduce le danze Maria Grazia Cucinotta, che evidentemente ha uno dei peggiori agenti mai esistiti. Distribuisce Mediaplex, di cui non si conosceva nemmeno l'esistenza fino a poco fa. Stavolta vi invito a vedere il trailer: talmente brutto da fare tenerezza. Però c'è Adolfo Margiotta. Io voglio bene a Adolfo Margiotta. Salvate Adolfo Margiotta. Ve ne prego.
Sito ufficiale, giuro

Altered è un horror dell'anno scorso prodotto direttamente per home-video, una quasi certa boiata cheap in cui dei tizi rapiti dagli alieni si vendicano di questi ultimi quindici anni più tardi. Come, non è dato sapere, e non vogliamo nemmeno. Dalle nostre parti invece Altered è uscito nelle sale (anche se in questo sgraziato periodo) grazie all'intervento del perverso genio di quelli della Igol Pìkturs e lo so potrei fermarmi qui anche stavolta ma non vedo perché non togliermi lo sfizio. La motivazione di tutto questo sfuggerebbe al raziocinio dei più, ma basta guardare la locandina per capire: il film è diretto da Eduardo Sánchez, uno dei due registi di Blair Witch Project, che - incredibile a dirsi - riesce ancora a lavorare. Anche se nessuno se ne accorge. E in Italia quando ci affezioniamo a un film non ce lo lasciamo più scappare, vero? L'esempio de L'esorcista ci fa temere che la cosa andrà avanti ancora per molto, molto tempo. Che tristezza.Sito ufficiale

Zombies - La vendetta degli innocenti è l'implicitissimo titolo italiano di Wicked little things, film presentato qualche mese fa all'interno di HorrorFest, all'interno del quale v'erano perle come The tripper e The hamiltons. Il paradiso della Coercizione, tra le altre cose. Avrebbe dovuto girarlo Tobe Hooper, invece è finito nelle mani di J.S.Cardone, che abbiamo già avuto modo di deridere per lo script di The Covenant. Cielo. J.S.Cardone. CIELO. Curioso che il claim non reciti una cosa tipo "il film che avrebbe dovuto girare il regista di Poltergeist e invece è diretto dal regista di Mummy and the Armadillo". Non credo di aver altro da aggiungere.Sito ufficiale HorrorFest
And now for something completely the same: i film di questa settimana.

Blades of glory è il nuovo film con protagonista Will Ferrell, dopo l'irresistibile Anchorman e il delizioso Talladega Nights (da noi Ricky Bobby), e a quanto pare si incastra perfettamente nel percorso dei precedenti: quello di commedie dalla struttura assolutamente fissa, in cui a cambiare è solamente il contesto: prima network locale, poi gare automobilistiche, qui pattinaggio artistico. No, Bon Jovi non c'entra un cazzo, quella era Blaze of glory. Speriamo che non Ferrell non gratti dal fondo del barile le poche idee che gli sono rimaste, e che ci faccia semplicemente ridere come deficienti. I dubbi in questo caso sono molti, ma anche se l'accoglienza critica è stata un po' (ma poco poco) più freddina e il doppiaggio rovinerà tutto anche stavolta, è chiaro che da queste parti, in un modo o nell'altro, si vedrà eccome. Sito ufficiale

Crank è un film che ho già visto, e che molti di voi amati lettori avete già visto. Nonostante ciò, è il caso di spenderci ancora due parole. Sappiatelo subito, non è un film per palati fini. E' un film dove si corre, si spara, si scopa, ci si fa male, si corre, ci si droga, ci si scopa Amy Smart davanti a una folla di cinesi festanti, si urla, si corre. Punto. Eppure Crank è dotato di un'onestà d'approccio davvero rara, ed è anche uno dei film più spassosi di questa stagione: meritava senza dubbio un posizionamento meno umiliante di questo. Sarebbe potuto diventare un piccolo cult (magari pre-estivo), e invece passerà inosservato. A questo punto era meglio lanciarlo bene in Dvd, no? Rimediate voi. Buon divertimento.Sito ufficiale, Il mio post su Crank

Flicka non è un film su un noto sito internet di photo sharing, purtroppo: è il remake di un film omonimo del 1943, e racconta dell'amicizia tra una ragazzina del Wyoming (è bello sapere che esiste davvero, il Wyoming, ma che fatica scriverlo, Wyoming, hai sempre paura di sbagliare, Wyoming) e un cazzo di cavallo selvaggio a cui dà questo nome orrendo. Ma chi se ne frega, poi. La protagonista è Alison Lohman, che ha quasi trent'anni e continua a interpretare adolescenti. Per dire, Maria Bello qui fa sua madre e ha 12 anni in più. Se fossi in Maria Bello, mi incazzerei pure. Comunque. Ci sono molte buone ragioni per evitare questo film, la maggior parte delle quali sono qui sotto i vostri occhi (ragazzina + cavallo + Wyoming - e no, non andateci solo perché c'è la Lohman, pervertiti, piuttosto guardate il film di Egoyan che almeno fa vedere le poppe), insomma dicevo, ce ne sono parecchie. Ve ne do un'altra? Due cavalli sono morti durante le riprese, e nessuno ha pagato per questo. Fate voi.Sito ufficiale

Maial Zombie - Anche i morti lo fanno è l'ultima sfida di Mediafilm: distribuire un'altra commedia tedesca vecchia dal titolo stupido (Die nacht der lebenden loser) già tradotto per l'internazionale in un titolo ancora più stupido (The night of the living dorks) mettendogli un titolo addirittura più stupido (questo), rubandone un pezzo dal titolo italiano di un'infame commediaccia americana di qualche anno fa (a questo punto immagino che Maial College sia considerato un po' uno spartiacque storico, nel mondo fatato dei titolisti imbecilli), e spacciandola per una commedia porcellona anni '80, cosa di cui tutto il mondo sente bisogno. Se potete evitare di vedere il trailer, eviterete di rovinarvi l'estate. E se pensavate che il dittico di Hulla Chuppa fosse un punto di non-ritorno, cari miei, sbagliavate: era solo l'inizio della fine.Sito ufficiale

Paura primordiale è un film di cui ho già parlato tre settimane fa (vi invito a rileggere per capire e/o ricordare di cosa si tratta), ma che nel frattempo è riuscito a cambiare locandina ufficiale, e persino titolo. Si chiamava Primeval. Ma tutti ormai lo conoscono come Il film con il Leggendario Alligatore Gustave. Giuro, ci ho messo un po' a capire che era lui, ho fatto pure dei controlli. Ma quanti film con un ALLIGATORE LUNGO 25 PIEDI ci possono essere? E poi, quanto diavolo sono lunghi 25 piedi? Bentornato, Gustave. Ci sei mancato.Sito ufficiale

Specchio magico è uno degli ultimi film di Manoel de Oliveira (precedente a Belle toujours), presentato a Venezia quasi due anni fa e sbolognato malamente a fine Luglio da Mikado, forse per evitare di fare la figura degli ingrati che non distribuiscono i film di Manoel de Oliveira. Ora, io ho un problema con Manoel de Oliveira: sono incappato un sacco di volte nei suoi film, purtroppo mai nei "migliori", e più a pezzi che interi, ma li trovo mortalmente noiosi. Lo so che non sono l'unico, ma so anche che c'è una fetta di pubblico (colto o meno, ma ci siamo capiti) che potrebbe venire a cercare il mio indirizzo per lasciarmi una testa di cavallo morto fuori dall'uscio. Non avendone comunque una conoscenza approfondita (e nemmeno superficiale, via) me ne sto zitto zitto nell'angolo. Tuttavia, essendo questi pregiudizi, ho proprio l'impressione che da qualche anno a questa parte De Oliveira sia diventato un mero abbaglio cinefilo, uno di quelli che riempiono i festival e svuotano le sale. Mi sbaglierò.Sito ufficiale

Sweet sweet marja è un altro di quei film spuntati fuori dal nulla all'ultimo momento, ed è chiaramente il film italiano da deridere della settimana. E non solo perché è l'unico. Tratto da un cortometraggio di qualche anno fa, racconta di una cena importante durante la quale della marijuana finisce tra gli ingredienti. Facepalm. Conduce le danze Maria Grazia Cucinotta, che evidentemente ha uno dei peggiori agenti mai esistiti. Distribuisce Mediaplex, di cui non si conosceva nemmeno l'esistenza fino a poco fa. Stavolta vi invito a vedere il trailer: talmente brutto da fare tenerezza. Però c'è Adolfo Margiotta. Io voglio bene a Adolfo Margiotta. Salvate Adolfo Margiotta. Ve ne prego.Sito ufficiale, giuro






