
The number 23 è uscito il 23 Aprile, come se qualcuno badasse davvero a queste stronzatine numerologiche da bassissima distribuzione (oppure, dall'altro lato, da paese civile in cui la gente si accorge che i film effettivamente escono). Comunque, il film sarà pure un thriller con Jim Carrey e con una trama interessante, ma è prima di tutto un film diretto da Joel Schumacher. Il Re Mida all'incontrario. L'uomo che ha devastato la saga di Batman, e che ha diretto Il fantasma dell'opera, 8MM, A time to kill. L'uomo spesso additato come il peggior regista americano. Probabilmente non è vero, grazie ad alcune eccezioni (Tigerland, Phone booth, almeno un film con cui siamo cresciuti - leggi: Ragazzi perduti), ma è un dettaglio da niente: The number 23 si porta a casa un 8% di recensioni positive e con esse tutto il nostro disprezzo pregiudiziale. Ma non era nemmeno necessario, guarda. Solo un pazzo lo metterebbe in cima alla lista di cose da fare nel weekend. Figuratevi quanto mi frega se è uscito di lunedì o di venerdì.Sito ufficiale

The bridge è un documentario di Eric Steel, esordiente con passato da producer, il cui protagonista è il Golden Gate. O meglio, la gente che lo usa come piattaforma per suicidi. Il film ideale per una serata romantica, insomma. L'idea è comunque stimolante: Steel ha ottenuto i permessi per filmare il ponte, e senza dire niente a nessuno - davvero - ha fatto un film sulla gente che ci si lancia. Anche con tutte le buone intenzioni del mondo, niente male come cinismo. Il "ragazzo" ha stoffa, cavoli.Sito ufficiale

Epic movie, se non mi fosse già capitato tra le mani, si beccherebbe comunque la pecora nera. Ma avendolo visto, il pregiudizio diventa un avvertimento. Anzi, diventa un vero e proprio allarme per la sicurezza nazionale: state alla larga da Epic movie. Non aggiungo granché a quanto già scritto nel post linkato qui sotto: Epic movie è il punto più basso di sempre del cinema spoof, e non fa ridere nemmeno in inglese, figuriamoci doppiato. Probabilmente il film più brutto dell'anno, il che è tutto dire.Sito ufficiale, Il mio post sul film
Salvador - 26 anni contro è un film spagnolo con coproduzione inglese che racconta dell'ultimo condannato a morte durante la dittatura franchista: appunto Salvador Puig Antich. Diretto da Manuel Huerga, che ha lavorato soprattutto per la televisione, parla quindi di un personaggio che in Spagna è un simbolo generazionale ma che a noi dice effettivamente poco. Comunque, il film ha stravinto i Barcelona Film Awards ma è stato sonoramente battuto ai Goya. Chissà: le possibilità che si superino i limiti di un cinema civil-malinconico abbastanza ritrito ci sono, ma secondo me non sono nemmeno poi così alte. Staremo a vedere. O meglio, qualcuno di voialtri starà a vedere.Sito ufficiale

Them è un horror francese ambientato in Romania che, a dispetto del suo essere francese ed essere ambientato in Romania, ha attirato la mia attenzione già da qualche tempo. Probabilmente non è niente di che, ma un horror breve e senza troppe pretese potrebbe essere la soluzione ideale per questo weekend mortifero. La brutta notizia è che i due registi semi-esordienti dirigeranno il remake di The eye. Insomma, se anche Them fosse davvero fico, questi ce li siamo già giocati. Uffa.Sito ufficiale

Voce del verbo amore è il secondo "vero" lungometraggio di Andrea Manni, che nel 2003 aveva diretto Il fuggiasco con Daniele Liotti, film pressoché invisibile ma che era stato apprezzato e "spinto" da una buona fetta di critica, e che aveva trovato una sorta di "seconda vita" nell'edizione dvd, distribuita anche nelle edicole. Purtroppo non ho visto il suddetto film ma, per quanto potesse essere bello, questa è una commedia con Giorgio Pasotti e Stefania Rocca con un titolo osceno e uno dei trailer più brutti che si possano immaginare. Film italiano da deridere della settimana, e non stiamo tanto a cincischiare.Sito ufficiale?

Spiderman 3 esce il primo maggio in quasi-contemporanea mondiale, dopo una chiacchieratissima anteprima modaiola romana, e quindi ne parlo già adesso. Perché sono mesi e mesi che sbaviamo tutti come dei maiali sui trailer di questo film, che non solo è tratto da una delle saghe più affascinanti e complesse del supereroe della Marvel, ma che (seguendo il percorso ascendente intrapreso dal bellissimo secondo capitolo) rischia di diventare il punto di non-ritorno del cinema superomistico americano. Un film che, se tutto va come dico io, ha le quattro pallette e mezzo tatuate addosso: non vedo l'ora. Non ce la faccio più. Vorrei addormentarmi ora e svegliarmi il primo maggio, dentro un cinema grosso stipato di ragazzini, saltando tra i palazzi con la mia bella tutina nera cattiva. Evviva.Sito ufficiale






