
Un amore su misura segna il ritorno di Renato Pozzetto alla commedia pozzettiana, sottogenere per cui personalmente stravedo e che ha segnato profondamente la mia infanzia/adolescenza e quella di tutta la mia generazione. Taac. Pozzetto ritorna, e questa volta non solo come attore ma anche come regista, alla quinta prova dietro la mdp nel giro di circa trent'anni. Torna anche la rubrica del film italiano da deridere della settimana? Probabilmente. Taac. Con tutto l'affetto che provo per il Pozzetto attore, per film come Un povero ricco, Il cugino di campagna, Mia moglie è una strega e soprattutto Da grande (che però fa un po' storia a sé), la visione del trailer di Un amore su misura mi ha fatto rabbrividire come non accadeva da tempi immemori. Taac. Al di là della rozzezza del trailer, la storia del film è una specie di Donna esplosiva in versione pace dei sensi, Pozzetto è bolso che in confronto Stallone fa gli scioglilingua, ci sono Cochi e Renato Scarpa che fanno i gay (giuro), e la sensazione è quella di un tentativo in extremis da parte di Pozzetto di appropriarsi di quel che resta, degli avanzi polverosi e ormai ammuffiti, del noto sdoganamento del cinema di basso consumo, che più di vent'anni fa mandava alle stelle la produzione annuale (e gli incassi) del cinema italiano, e che ora risulta solamente e penosamente ridicolo. Taac. Renato, ti vogliamo bene, ma quello che ci chiedi - ovvero sette euro, approssimativamente - è davvero troppo. Taac.Sito ufficiale

Blood diamond è un film statunitense ambientato nel 1999 durante la guerra civile in Sierra Leone. Ed è probabilmente il film più atteso della settimana, a suo modo. Mettiamola così: come si può resistere a una medio-grossa produzione hollywoodiana (siamo in casa Warner) che ambienta un film in Sierra Leone, con annessa riflessione sullo sfruttamento delle miniere di diamanti in Sudafrica? Con un progettino così, a prescindere dalla non caldissima accoglienza critica, e grazie anche alla presenza dell'ormai perdonatissimo (anzi) Leonardo di Caprio in voce di Oscar e la Connelly che è sempre un bel vedere, la tentazione di strapparsi il cuore e buttarcelo contro è fortissima. Eppure non ce la faccio proprio. Io lo so di chi è colpa. Di quel nome, cavoli. Il regista de L'ultimo samurai. Di Vento di passioni. Di Il coraggio della verità, diavolo. A dargli tutta questa fiducia, scusate, non ce la faccio proprio.Sito ufficiale, Trailer

Dreamgirls è uno dei film più chiacchierati del momento, perché ha ottenuto il maggior numero di nomination agli Oscar. Ho avuto l'occasione di vederlo, e in effetti nella sezione delle canzoni e in quella degli attori non protagonisti (con un incredibile Eddie Murphy e l'esordiente Jennifer Hudson) è assolutamente imbattibile. Il film in sé, invece, non è niente di eccezionale o entusiasmante: un classico del musical di Broadway realizzato in maniera onesta, all-black ma scritto e diretto da un bianco, piacevole ma senza particolari doti aggiuntive. Se siete in fissa per i musical (come me, d'altronde), ci si può andare senza troppi indugi. Sennò lasciate pure perdere, che magari non avete ancora visto il film di Gondry.Sito ufficiale, Trailer, Il mio post sul film

Imbattibile racconta la storia di un insegnante sfigatissimo con il volto impassibile di Mark Wahlberg che, licenziato e divorziato (o vedovo?), si mette a fare il barista part-time e si ritrova nel giro di poco tempo a far parte della sua squadra di football del cuore. La dicitura "ispirato a una storia vera" abbinata a "nella vita ci vuole solo un gran culo" pare essere il leit-motiv di questi ultimi tempi al cinema. Come se l'esemplarità del reale potesse ancora fungere da giustificazione per qualunque storia si pensi di propinarci. E, soprattutto, come se questo potesse rasserenarci sul fatto che, prima o poi, una botta di culo potrebbe capitare anche a noi. Dopotutto il film è una produzione Disney (quindi tutto normale, e probabilmente tutto sciacquatissimo). Un esordio registico (di un direttore della fotografia, mh) che negli US and A hanno visto anche i sassolini, perdipiù con lo stramaledetto football? Scusate se mi assento un attimo, devo andare a dissentire. E già che ci sono: che senso ha tradurre Invincible in Imbattibile?Sito ufficiale, Trailer
Questo film doveva uscire un paio di settimane fa: incollo qui quanto scritto allora.

Intramontabile effervescenza (ovvero Elsa y Fred) è un film ispano-argentino che racconta di una ultraottantenne fissata con La dolce vita che insegna a vivere a un altro tizio vedovo. Ora, non voglio fare il gerontofobo, ma che palle. Con tutto il rispetto: che palle quelli che incominciano a vivere a 80 anni, che palle il senso della vita e la felicità ad ogni età, che palle i vecchi che si baciano, ma soprattutto che palle la scena della Ekberg nella Fontana di Trevi. Che poi lo sappiamo tutti che un film così esce in Italia solo perché hai la garanzia che Mollica ci farà un servizio entusiasta nominando il Maestro duecento volte come a garantirsi un altissimo Pagerank sul nostro felliniano google mentale. Fellini Fellini Fellini, il Maestro Fellini, il Maestro Monicelli, il Maestro Fellini. Capolavoro, capolavoro, capolavoro. Fate pure, io ne sto alla larga, larghissima.Sito ufficiale, Trailer

Love + Hate, diretto per la BBC da un regista televisivo inglese al suo esordio in sala, mostra che certe mode nel magico mondo della prod-distrib-uzione cinematografica non passano mai, nemmeno quando è evidente anche a un professionista cieco e/o crudele e/o idiota che sarebbe anche ora di piantarla. Perché una cosa è ribadire la storia di Romeo e Giulietta in duecento salse diverse (in questo caso ragazzo bianco inglese razzista + ragazza pakistana, se passate i vostri pomeriggi in Piazza Duomo sotto il balcone di TRL è il film per voi), che ci andrebbe anche bene. Altra cosa è quel "+". Ed è il titolo originale, eh. Cazzo, il mondo intero è diventato il terzo mondo di se stesso.Sito ufficiale

Step up è un "film danzereccio", ormai un genere a sé stante, con le sue regole e i suoi canoni, trascinato nei cinema dal successo globale di trasmissioni come quella lì condotta da quel tipo che è il marito di quell'altro tipo. Il collo taurino del suo protagonista Channing Tatum (ancora poco sconosciuto perché She's the man non è stato distruibuito), poi, sta per diventare anche dalle nostre parti il collo taurino preferito dalle ragazzine italiane. Che per una volta avranno l'imbarazzo della scelta sul film da andare a vedere. Ehi, ragazzina, se hai il tipino vai a vedere quello qui sopra che è romantico, se invece sei con le tue amiche perché sei una triste sedicenne single - e ci rimarrai per molto tempo, ti assicuro - vieni a vedere il collo taurino di Channing Tatum che tira calci ma poi diventa buono ballando sudato e in canottiera con Jenna Dewan (lei sì, cavoli), e bagnati in libertà. Ok, forse ho esagerato.Sito ufficiale (è un myspace, ma ditemi voi quanto sono geniali questi!), Trailer

Vedi Napoli e poi muori è un documentario diretto da Enrico Caria, il regista di Blek Giek, che racconta del ritorno del regista stesso a Napoli dopo vent'anni, in occasione del ventilato miglioramento della situazione di camorra e criminalità. Che, puntualmente, si rivela un'illusione. Tutto molto bello, se non fosse che: (a) Enrico Caria è il regista di Blek Giek, e chi ce l'ha presente sa cosa intendo, (b) non trovo un trailer in giro e non ho modo di verificare con i fatti, e (c) nella locandina ufficiale c'è un cornetto portafortuna a forma di gesto delle corna, e va bene che distibuisce il Luce che non va certo per il sottile, ma se sei una persona seria magari glielo impedisci, no? Perché tu sei una persona seria, no? Che fa un discorso serio su Napoli, no? No? L'ho detto già che è il regista di Blek Giek?Sito ufficiale? Trailer? Ahah.







