mercoledì, 30 agosto 2006
Durante i prossimi giorni sarò al Lido di Venezia, mestamente accodato alle proiezioni della 63ma Mostra del Cinema.

Per questo motivo, questa settimana Friday Prejudice non solo arriva in anticipo, ma raddoppia.

Ecco a voi i prejudizi sui film in uscita nelle prossime DUE settimane.

(tira un sospiro affaticato e si allontana con la valigia)


NEI CINEMA DAL 01 SETTEMBRE 2006




As you like it
è l'ennesimo adattamento della commedia scespiriana Così è se vi pare, e non solo: è l'ennesima volta che un testo del Bardo viene portato al cine da Kenneth Branagh, e non solo: è la seconda volta nel giro di pochissimo tempo. A Venezia verrà infatti presentato Il flauto magico. E che due palle. Sappiamo perfettamente l'amore che Branagh prova per i testi di Shakespeare, e sappiamo tutti che il ragazzo quando vuole ci sa fare (vedi il suo splendido Hamlet). Ciò nonostante, non so voi ma io mi sarei anche un po' rotto il cazzo. Quindi la bomba non gliela do.



Crossing the bridge, ovvero The sound of Istanbul è - ma dai - un documentario sull'attuale scena musicale della capitale turca. A fare da Cicerone, uno degli Einstürzende Neubauten. Wow, direte voi. E a dirigere, quello della Sposa turca. Wow, direte voi. Infatti: grande successo. Però a me La sposa turca non è piaciuto affatto. Anzi, io Fatih Akin lo detesto. E dell'attuale scena musicale della capitale turca me ne sbatto le palle. No, dai, ci vado. No, non ci vado. Mi si nota di più se ci vado e mi metto in disparte o se non ci vado proprio? Andateci voi.



Lettere dal Sahara verrà presentato a Venezia, racconta del viaggio di un ragazzo dal Senegal all'Italia, ed è l'ultimo film dell'83enne regista palermitano Vittorio De Seta, attivo soprattutto negli anni '50 e '60 e riscoperto negli ultimi anni grazie a una quantità di omaggi e alla rimasterizzazione della pellicola Banditi a Orgosolo. Insomma, uno degli ultimi grandi nomi del cinema-italiano-che-fu, forse un po' fuori tempo: si spera che almeno lui sia immune dalla nota sindrome Antonioni. Staremo a vedere.



Ma che ci faccio qui! è il film italiano da deridere della settimana. Qui mi sarei sbizzarrito, ma ha detto tutto lui in questo post, e io sono pigro. Lascio quindi la parola (un po' editata, mi si perdoni) ad Ohdaesu:
"Sgrammaticato già nel titolo, sembra il succedaneo brutto di gente che era il succedaneo brutto di gente che era il succedaneo brutto di Paolo Virzì. Pregevolezze registiche già nel trailer, tra cui delle zoomate che nemmeno Mariano Laurenti, roba da video del Piotta ma senza la scusa della citazione trash. Dovrebbe forse essere una scusante il fatto che questo film sia una prova di diploma per il CSC, "miracolosamente" scelto dall'Isitituto Luce per la distribuzione? Non direi. Anzi, è abbastanza sconsolante che la più importante scuola di cinema nazionale fomenti e incoraggi muccinate, mocciate, notti prima degli esami, e che il retroterra culturale degli alunni sia quello. Evidentemente pensano che sia l'unico modo di trovare una distribuzione e, ehi!, hanno ragione."



Non è peccato - La Quinceañera è un film statunitense, ma è ambientato in un quartiere messicano, e racconta la storia di una ragazza che rimane incinta alla soglia della sua quinceañera (la maggiore età: quindici anni). Tra le cose che escono in questo periodo, è una delle più attraenti e curiose, e il fatto che abbia vinto sia il Premio della Giuria che il Premio del Pubblico al Sundance non deve spaventarci. E poi distribuisce la Teodora Film, a cui vogliamo tutti bene, non solo perché ha avuto le palle di mandare nelle sale italiane un pacchetto di film solitamente invendibili, ma anche perché, ehi, manda i suoi comunicati stampa ai cineblogger. Santa donna, la Teodora.



Per non dimenticarti è il primo film di Mariantonia Avati, figlia di Pupi. Puzza di fiction da chilometri, e Anita Caprioli imbruttita. Puah. Ci bastava Pupi. E avanzava.






Le seduttrici è un film di due anni fa con Helen Hunt e Scarlett Johansson, ripescato probabilmente perché quest'ultima al momento tira un casino. Biasimali. Sinceramente, non vedo altre ragioni per andarlo a vedere. Ehi, c'è anche Milena Vukotic. Ma va? Sì sì. Bah.





Superman Returns di Bryan Singer? Ecco, avrei voluto scrivere un bellissimo prejudizio, tendenzialmente positivo, su questo film, ma l'ho già visto. La cosa buffa è che il film si è poi effettivamente rivelato riuscitissimo, ma per ragioni abbastanza diverse da quelle che avrei scritto qui. Quindi è assolutamente inutile sprecare fiato: ecco il mio post.



Thank you for smoking è il primo lungometraggio di Jason Reitman, figlio di Ivan. Commedia acido-amara il cui protagonista è un lobbista dell'industria del tabacco, è stato applauditissimo e graditissimo ovunque, e forse uno dei rari casi di film adatto a un lungo servizio del TG5 e allo stesso tempo a un pubblico decente. Il miglior film della settimana?



Viaggio segreto è diretto da Roberto Andò e interpretato da Alessio Boni e Claudia Gerini, nonché da Donatella Finocchiaro e Emir Kusturica. Non so altro, non voglio sapere altro. Non c'è verso nemmeno di trovare una locandina. E se vi è davvero venuta voglia di vederlo, potete chiudere questo blog immediatamente perfavore?




NEI CINEMA DAL 08 SETTEMBRE 2006



Baciami piccina è diretto da Roberto Cimpanelli e interpretato da Neri Marcoré e Vincenzo Salemme. Prego leggasi quanto scritto qui sopra su Viaggio Segreto, e moltiplicare per tre. Ma dico, per dio.


Belle toujours - Bella sempre, sembra impossibile, ma è il remake di Bella di giorno di Bunuel. Se l'avesse fatto chiunque altro, si sabbero tutti incazzati a morte. Ma l'ha fatto Manoel De Oliveira, che nonostante abbia milleduecento anni si ostina a girare un film all'anno. Film che, diciamoci la verità, non sono poi questo spasso. Ma qui mi fermo eh, un po' per ignoranza, e un po' perché non vorrei che i fan dell'arzillo regista di Oporto (mi fa sempre ridere scrivere "di Oporto") mi stendessero con un cazzotto. Lo faranno a Venezia. Il film, non stendermi con un cazzotto. Io ne starò comunque alla larga, perché immagino che l'effetto sia simile.



DOA - Dead or alive è il nuovo film dell'hongkonghese Corey Yuen (The Transporter in Europa, molti altri titoli in patria), produzione tedesca con cast anglofono, tratto ovviamente dall'omonimo videogame - e non dal film di Miike. Seh, ci mancherebbe giusto quella. Comunque: cinque gran figone (tra cui la Jamie Pressly di My name is Earl) che picchiano gente. Tutto qui. Probabilmente il punto più basso del genere: immagino quindi che ci sarà da divertirsi. E poi c'è Devon Aoki. Non badate a quella pecora, quello è solo il mio dovere.



Five fingers sembra uno di quei film che attori come Laurence Fishbourne e Ryan Philippe fanno nella speranza che non se ne accorga nessuno. Mmh, no. Sgamati.






Friends with money è una commedia tutta al femminile, alé. Metti quattro amiche e il resto - vibratori inclusi - sarà accessorio. La regista viene Sex & the city e Gilmore Girls. Nemmeno morti, dite? Però sentite qui: Frances McDormand, Joan Cusack, Catherine Keener. Cavoli, quasi quasi. Vedete, Jennifer Aniston l'ho omessa apposta. Accoglienza freddina ma non disastrosa. Chissà.




Pulse è il remake di uno splendido film di Kiyoshi Kurosawa, che intanto è apparso timidamente (il film, non Kurosawa) in qualche sala qui da noi (miracolo!) senza che nessuno mi dicesse niente. Peccato che, nella fotta del "remake di qualsiasi horror giappocoreanese veloci prima che passi la moda" (che forse sta per passare, grazie al cielo), e leggendo probabilmente solo la trama nel retro del dvd e non capendo un cazzo perché era scritta in giapponese, gli autori abbiano irreparabilmente rovinato uno dei migliori film di un grandissimo Autore del cinema nipponico contemporaneo. Altro che Jim Sonzero. E chi cazzo è poi, Jim Sonzero? Questo è qualcosa di più di un pregiudizio, è una certezza. Oh, ma Eagle Pictures si prende sempre i migliori eh? Recuperate l'originale in dvd quando uscirà, cacatevi sotto, e lasciate stare questa merda.



La stella che non c'è è il nuovo film di Gianni Amelio, che anche quest'anno sarà a Venezia, anche quest'anno non vincerà, e anche quest'anno si lamenterà con tutti perché non lo fanno vincere, e mi avete detto che vincevo io uffa, e andrà via dal campetto con il pallone, perché il pallone è mio e ci gioco io, e i giornali gli daranno pure ragione. Detto questo, che trovo in realtà la cosa più divertente e anche più rilevante di tutta la faccenda (anche riguardo al sistema che regola i rapporti tra la Mostra, la giuria, la stampa, i blog, e Natalia Aspesi), il film sarà probabilmente un buon film. Perché, si può dire, i film di Amelio, proprio brutti brutti non sono.



The Wicker Man è un altro remake horror. Emmobbasta? Però, attenzione: prima di tutto, l'oggetto in questione è un cultissimo inglese, da noi pressoché sconosciuto e, pare, bellissimo. Seconda cosa, scrive e dirige il Neil LaBute di Betty Love e Nella società degli uomini, che è uno che ci sa fare. Ometto tutti i particolari più svilenti. Tipo, che so, Nicolas Cage. Sinceramente non saprei cosa dire, probabilmente un buco nell'acqua. Ma forse...


postato da: kekkoz alle ore 00:35 | Permalink | commenti (24)
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