
13 - Tzameti era la vera chicca dell'ultima edizione delle
Giornate degli Autori, la giovane ma promettente sezione autonoma della Mostra di Venezia.
13 Tzameti è un film in bianco e nero ed diretto da un regista georgiano, ma non abbiate paura: è difficile annoiarsi con questa storia che mescola Polanski, Kafka e la roulette russa. Personalmente, ho visto questo film con la bocca spalancata, il fiatone e il batticuore. Non esagero. E' un film durissimo e scioccante, non pensavo sarebbe mai uscito al cinema in Italia. E invece. Nessun pregiudizio, quindi, in questo caso:
il mio breve commento è dentro questo post. Se per assurdo uscisse nella vostra città, non fatevelo scappare per nessun motivo. Evviva Tzameti.

Bandidas è con quasi assoluta certezza il film più brutto della settimana, persino con la concorrenza di quello qui sotto. Facciamo così, vi elenco ragioni per cui starne alla larga. Primo, dovrebbe essere una specie di western postmoderno al femminile, 12 anni dopo
Bad Girls e 11 dopo
Pronti a morire. Secondo, l'ha scritto e prodotto Luc Besson. Terzo, è diretto da due esordienti che sono evidentemente dei prestanome. Quarto, l'ha scritto e prodotto Luc Besson. Quinto, vuole probabilmente farvi anche ridere, ahah. Sesto, l'ha scritto e prodotto Luc Besson. Se ci andate, lo fate solo per vedere la Cruz e la Hayek sperando che tirino fuori il pelo, cosa che probabilmente non faranno. Oh, pregiudizi a manetta a questo giro. Prendi il codino, prendi il codino.

Chiamata da uno sconosciuto è il remake di un thriller del 1979 di Fred Walton su una babysitter assillata dalle telefonate di un maniaco. Uffa? Uffa. Al di là dell'interesse insignificante nullo che una pellicola del genere può avere nel 2006 secoli dopo
Scream e
La mano sulla culla, il tutto puzza di estremamente marcescente. Peggio ancora se a dirigere è il regista di
Con Air e
Tomb Raider, che non nomino nemmeno perché secondo me porta sfiga. Pomodorometro vicino al grado zero, un bel 4 su imdb. Raga, avete ancora voglia di vedere
un altro horror così?

Doppia ipotesi per un delitto dovrebbe essere un titolo che invoglia ad andare al cinema, secondo i soliti furbacchioni della
igol pìkturs. Che burloni. Siete marci dentro, siete delle persone marce e cattive. Vabbè, comunque, ricominciamo.
Slow burn è l'esordio dello sceneggiatore Wayne Beach, ed è un thriller processuale con Ray Liotta. Ah beh. No, sono già stufo.

Imagine me & you è una commedia sentimental-gender-matrimoniale, che tira in ballo gli ormai onnipresenti dubbi sull'identità sessuale, probabilmente senza soffermandocisi. Ma è già qualcosa, no? Comunque sia, nonostante si infili nel calderone di pellicole che a Febbraio salterei a pié pari, potrebbe non essere così disastroso, visto ai primi di Luglio. Forse può essere persino un antidoto all'invasione horror e di saldi stagionali, forse può essere persino carino. Il regista esordiente ha fatto due figli con Thandie Newton, quindi non può che essere una persona intelligente.

Shutter è un horror thailandese. Ora, chi ha visto un pugno di film thailandesi sa che il gran-bel-cinema a Bangkok è più un'eccezione che non una regola, tanto più quando si tratta di film di questo genere.
Shutter non è solo un film di due anni fa, ma parla di morti che appaiono nelle fotografie, e la
Key Films sta cercando di spacciarlo come "The Eye 423". Insomma, è la solita solfa? Che peccato. Ciò nonostante, molto tempo fa ne ho visto un pezzetto piccino picciò e non sembrava male, in più ne ho letto bene da qualche parte, e quindi gli do una tiepidissima chance. Non si sa mai. Meglio che
Chiamata da uno sconosciuto, è quasi sicuro.

Slither è una commedia horror (?) diretta da James Gunn. Alcune precisazioni: Gunn è il regista di
Tromeo & Juliet, la mitica versione Troma del classico di Shakespeare, e quindi in questa casa gode di enormi simpatie pregiudiziali. Poi, Gunn ha una faccia molto simpatica. Aggiungo che Gunn ha scritto il remake di Zombi diretto da Snyder, e quindi è uno che con gli omaggi ci sa fare e l'ha dimostrato. Inoltre, la critica è andata abbastanza pazza per
Slither, forse persino più del pubblico. Quarto, dopo
Shaun of the dead qualunque horror che sia comico e citazionista quanto vuole ma che
non sia una parodia mi stimola già di per sé le papille. Ho una fiducia smisurata, vedrete, ci divertiremo come pazzi. Ah, sì.

La spina del diavolo è proprio
The devil's backbone, insomma
El espinazo del diablo, il bellissimo film di Guillermo del Toro, regista e film su cui rompo le scatole a tutti ormai da settimane. Esce finalmente in Italia, ma lo fa con cinque anni cinque di ritardo e proprio nel periodo più stronzo, quando nessuno se ne accorge e tutti lo ignoreranno, e tutti continueranno a dire che "del Toro è il regista di Hellboy". Ohi,
sveglia contadini!. E' bellissimo! Sarà pure doppiato da schifo, uffa. Ma se c'è un film imperdibile, questo è
La spina del diavolo. E' bellissimo. Correte a vederlo. E' bellissimo. Per la cronaca,
questo è il mio post sul film.