mercoledì, 31 maggio 2006
Venerdì è la Festa della Repubblica - nonostante in questi ultimi anni ci sia poco da festeggiare (tanto per fare un po' di vuota demagogia) - e i distributori hanno così deciso di far uscire i film un giorno prima, di giovedì. Ecco dunque cosa uscirà nelle sale domani.



10 canoe è l'ultimo film di Rolf de Heer, regista onnipresente ai festival internazionali fin dai tempi di Bad Boy Bubby (1993), autore di cui non ho visto altro, appunto perché quel maledetto Bad Boy Bubby mi ha rovinato l'adolescenza. Il regista olandese stavolta è alle prese con aborigeni australiani e uova di anitra: è possibile che sia una bella sorpresa, anche se non è escluso l'effetto-pacco. Premio speciale della giuria nella sezione Un Certain Regard al Festival di Cannes appena terminato: ah, allora va bene. Far uscire The Host, no? Sito ufficiale strizzato al minimo.


 
11:11 - La paura ha un nuovo numero, ma la paura di vedere così spesso il raccatto di film del genere nelle nostre ignorantissime sale cinematografiche non ha bisogno di nessun cazzo di numero. Questo è un horror canadese di ben due anni fa che nei paesi anglofoni ha già cambiato ben tre titoli (segno di irrevocabile flop: da noi si becca comunque il titolo più imbecille) e che si porta a casa una media di 4 su 10 da quei boccaloni di imdb. Buona visione. Il sito ufficiale non lo trovo, ma non l'ho nemmeno cercato troppo bene.



Annapolis è uno di quei film per cui si dovrebbe benedire l'utilizzo incrociato di internet + pregiudizio sommario, per il divertimento che può causare nell'utente medio: mesi fa già sapevo che era una stronzata, bastava vedere il trailer. Poi, la critica americana l'ha letteralmente massacrato (di culto il sunto di Nell Minow "This movie samples An Officer and a Gentleman and Top Gun the way Vanilla Ice sampled Bowie"), e così il pubblico, che non pare non abbia gradito la pompa militare (notare la fine polisemia camp di "pompa militare"). Insomma, è la solita solfaccia. C'è James Franco in prima linea, però: oh, lui ci prova, fa di tutto. D'altronde, essere nunc et semper la spalla comica di uno come Tobey Maguire dev'essere davvero un incubo. Ci consola sapere che per ora questo Justin Lin non dirigerà nessun remake di Oldboy, perché è stato osteggiato per mesi da fans accaniti di Park, muniti di martello e fionde che lanciano ravioli d'acciaio: almeno quello. Il sito ufficiale è ben fatto ma tutta quella pompa mi mette i brividoni.



The breed è il secondo horror della settimana (senza contare Annapolis), diretto da Nicholas Mastandrea (ex key grip per Romero e ex assistant director per Craven, che infatti promuove chiudendosi un occhio), ed è una produzione statunitenso-sudafricana, probabilmente imballata per ciucciare dal fondo di qualche fondo internazionale dato alle produzioni locali. Chissà. Venendo al film, ci sono cinque compagni di college su un'isola deserta infestata da uno-o-più cani feroci, a cui probabilmente questi deficienti pesteranno la coda. Non serve sapere altro, credo. Cast tirato su a random da un tot di serie televisive, con l'inquietante presenza di quell'ubriacona di Michelle Rodriguez, abbonata alle isole deserte: per quanto mi riguarda, il suo bikini potrebbe essere l'unica ragione per vedere questo film. Non si trovano tracce del sito ufficiale, oh, che peccato.



Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti in originale si chiama Hoodwinked, titolo che gioca sulla parola "hood" (cappuccetto), e appunto hoodwinked, gergale per "infinocchiati". Chiaro che non potete chiamarlo "infinocchiati" perché viviamo nel paese più omofobo del mondo dopo il Vaticano e perché non vuol dire una cippa, ma diamine, gli insoliti sospetti no, c'è un limite a tutto. Ma sono le mie solite polemicucce, il film come sarà? Domanda inutile, perché è difficile aver voglia di vedere un film che si chiama in questo modo. In ogni caso, tranquilli: non sembra niente di che, o almeno non è piaciuto quasi a nessuno. E poi, l'idea dei personaggi delle favole riutilizzati in senso parodico-satirico non vi sembra un tantinello sputtanata? L'edizione italiana per qualche strano miracolo non presenta comici di Zelig, ma doppiatori professionisti. Evviva. Certo che passare da Glenn Close a Isa Bellini... Sito ufficiale molto piacevole.



La dignità degli ultimi è un documentario del filmaker argentino Fernando Solanas, autore che sta costruendo una sua personale storia delle vicende dell'Argentina odierna, e che a Venezia l'anno scorso ha colpito molti con quest'ultimo lavoro, che narra "dall'interno" le ripercussioni della crisi degli anni '90 sul popolo argentino, dai moti del 2001 fino all'anno scorso. Almeno, credo, qualcosa di simile. Se avete la fortuna di trovarlo, e non sarà facilissimo, consiglio di offrirgli un tentativo.



L'estate del mio primo bacio sembra la brutta traduzione italiana di un titolo di una qualunque commedia americana, e invece no, è il primo film di Carlo Virzì, fratello del ben più noto Paolo, che per quest'ultimo è stato casting director, attore, e soprattutto compositore - in quanto leader e voce degli Snaporaz. Adesso i ruoli si invertono, e Carlo passa dietro la mdp, probabilmente imitando il fratello fino alla nausea. Quindi, nonostante Laura Morante, Neri Marcorè e Regina Orioli (tutta gente a cui voglio un bene dell'anima), dubito che il risultato andrà oltre una soglia minima di decenza. Un po' perché c'è di mezzo l'insopportabile revàivalòne degli sfavillanti eighties, che aveva già rotto le palle persino prima del film di Fausto Brizzi, un po' perché non si può mica pretendere che uno sia bravo a prescindere solo perchè si chiama Virzì, no? Staremo a vedere, ma le aspettative sono bassine: non è comunque il film italiano da deridere della settimana, ma poco ci manca. Non c'è un sito ufficiale vero e proprio: è inutile, questa gente non sa imparare.



Poseidon è il remake del celebre film del 1972. Non c'è solo Annapolis tra i finti-kolossal di questa settimana: se avete visto il trailer, sapete già più o meno di cosa si sta parlando. Poseidon è una specie di Titanic dei poveri stronzi, fatto con un fracco di soldi ma con materiali di raccatto (cast compreso), probabilmente con la peggiore delle sceneggiature (visto che è dell'autore dello script di The Cell, che non è proprio il top dello screenwriting), e tirato su da un regista (damen und herren, Wolfgang Petersen) che da piccoli tutti amavamo e che ultimamente ci ha donato perle di bruttezza quali Troy e La tempesta perfetta. Un disaster-movie che ha perso il treno: si potrebbe andare avanti a lungo a deriderlo, ma credo che sappiate già cosa (non) fare. Il sito ufficiale è ovviamente una bomba.



Radio America è A Prairie Home Companion, ovvero l'ultimo film di Robert Altman, presentato poche settimane fa a Berlino. Per te che sei giunto qui uscendo casualmente dalla buia cantina dove sei rinchiuso da decenni, ti basti sapere che Robert Altman è un maestro del cinema americano, è il re dei re del cinema corale, è stato insignito quest'anno dell'Oscar alla carriera, è l'uomo di Nashville, MASH, I protagonisti, America oggi, e un botto di altri film incredibili. Poi, non è che Altman li abbia azzeccati proprio tutti tutti, qualcuno l'ho pure evitato, ma Radio America l'ha azzeccato eccome, ne sono certo. Non c'è nemmeno bisogno che ti racconti la trama, non la so nemmeno io. Fidati e basta. Bellissimo pure il sito ufficiale.



Vita da camper è l'ultimo film di Barry Sonnenfeld, uno dei direttori delle fotografia americani più talentuosi degli anni '80, che decise poi di diventare regista, con risultati molto alterni e riuscendo poche volte a confezionare qualcosa di davvero riuscito: gli andò bene con il primo Men in black e con La famiglia Addams, il resto è da scartare spietatamente. Questo RV (titolo un po' più riuscito di quello italiano, tragico) è una specie di Neighbours campestre e sadico, e dal trailer sembra una specie di non plus ultra manierista e per nulla divertente del suo cinema funereamente cartoonesco: io ne starò lontano. Tanto più che c'è Robin Williams che fa il padre di famiglia, e io non lo posso vedere. Me l'ha proibito il medico, mi dà noia alle coronarie. Il sito ufficiale andate a vederlo voi, io so che c'è Robin Williams che fa il padre di famiglia e non posso.