In assenza del padrone di casa, colpevolmente transfuga al Far East Film giusto l'unica settimana in cui non esce nulla con protagonista Paul Walker, è toccato a me fare un rapido censimento.
(scrocchia le dita)
A giudicare dal trailer, Ti va di ballare? è il remake non dichiarato di Pensieri Pericolosi. Con Banderas al posto di Michelle Pfeiffer, il ballroom dancing (un miscuglione di salsa, merengue, cha cha cha, fox trot e scivolate al rallenty) al posto delle poesie e i ghetti di Niù Iòrk al posto di quelli californiani. Così d'amblé sarebbe il film da deridere della settimana (anche se americano), ma a casa sua la critica ha adottato unanime il mantra "pensavo peggio". Mah. Da noi distribuisce la Eagle, che alcuni anni fa portò a casa un botto di quattrini imprevisti con Save the Last Dance e da allora ci riprova a ogni accenno di bassa stagione. Il sito ufficiale propone, tra le altre cose, una sfida a Dance Dance Revolution (mi sembra il minimo).
Chiedi alla polvere è il film che Robert Towne ha cercato di mandare in porto per dieci anni. Alla fine Tom Cruise gli ha dato corda - forse in cambio di quaranta revisioni alla sceneggiatura del prossimo Mission: Impossible - e il nostro ce l'ha fatta. Poi il film è rimasto a prendere l'umido sugli scaffali della Paramount Classics per più di un anno, guadagnandosi un'uscita in sordina a Gennaio. Ma il bellissimo romanzo di John Fante è molto più conosciuto qui che a casa sua, e nella parte di Arturo Bandini c'è Colin Farrell (brrrrrrr), quindi la distribuzione italiana lo sta pompando mica da ridere. Se riuscite a superare l'impatto del trailer - praticamente la prossima pubblicità del Pampero, ma con Colin Farrell - a occhio e croce il più è fatto. Sito ufficiale della settimana, comunque.
The Listening - In ascolto. Ancora Echelon, sempre Echelon. Che stavolta va a complicare la vita della povera Maya Sansa e di un manipolo di spie. Il regista è il figlio ventinovenne di Claudio Martelli, ma su questo dettaglio la promozione ha (giustamente?) sorvolato, concentrandosi sull'esaltazione del genio italico e sui miracoli che si fanno oggigiorno con il low budget signora mia. Freddine, per ora, le reazioni alle proiezioni stampa. Il sito ufficiale permette di scandagliare i primi 10' minuti di film: giudicate da soli.
Firewall - Accesso negato. Alla faccia dell'andropausa: dopo tre anni di assenza dallo schermo, e con il miraggio di un nuovo Indiana Jones sempre più lontano, Harrison Ford sceglie di tornare tra i vivi con un thrillerazzo del genere "oggiesù ! un biondastro diabolico si è intrufolato nel mio (fill the blank) !". Il biondastro è Paul Bettany, leader carismatico di un gruppo di fighetti, deciso a ripulire i conti della banca per cui Ford garantisce la sicurezza informatica. Ma cosa garantisce, che ha sessant'anni per gamba? Per essere un Internet thriller il sito ufficiale è tirato via: pessimo segno.
Basta un niente Copio e incollo la sinossi di FilmUp: "Ivo, Rosario e Peppe sono tre amici che abitano in un paesino sul Golfo di Napoli, e trascorrono la loro vita cercando di sbarcare il lunario anche suonando in alcuni locali, nonostante la loro musica non raccolga tanti consensi. Quando si apprende la notizia della morte di Paolo e’Fierro, mafioso locale, in realtà fintosi morto per non dover dividere il bottino del suo ultimo colpo con il boss locale, i tre amici pensano che anche a loro serve un colpo, una rapina, che gli permetta di sollevarsi dalla mediocrità in cui stanno scivolando, basta solo trovare il luogo adatto..." Che naturalmente non saranno i ghetti di Niù Iòrk, se no Banderas gli fa un mazzo tanto a colpi di rumba. Mistero cosa ci faccia qui Lorenza Indovina. Per visitare il sito ufficiale ci vuole la lente di ingrandimento.
Il grande Nord e Il cane giallo della Mongolia. Al solo pensiero che questi film vengano considerati "rispettabili" mentre The Devil's Rejects se lo cuccheranno relativamente in pochi mi viene voglia di cementificare l'intero litorale tirrenico. Lo so, è un problema mio, andiamo avanti. Il poster del Grande Nord promette emozioni alla Zanna Bianca, anche se si tratta di un documentario, dedicato a un autentico trappeur (cacciatore) che perlustra i selvaggi spazi dello Yukon in cerca di avventure insieme alla moglie indiana e al fedele cane da slitta (non manca mai). In Francia ha fatto sfracelli, ma ricordate che pure La marcia dei pinguini veniva da lì. Il cane giallo della Mongolia è il nuovo film della regista de La storia del cammello che piange, che non ho visto e non ne ricordo il motivo. Gli appassionati si accomodino: per tutti gli altri, un futuro riempitivo di palinsesto in attesa del prossimo softcore su Sky Max. Sito ufficiale del primo notevole; del secondo un po' meno.
Rischio a due. Per celebrare alla grande la settimana dei remake non dichiarati non poteva mancare l'opera terza di D.J. Caruso (dopo The Salton Sea e il temibile Identità Violate). Un ex campione di football (Matthew Mc Conaughey) con l'espressione perennemente stupefatta subisce l'affabulazione di un magnate delle scommesse legalizzate, che cerca di farne il suo erede offrendogli denaro, fortuna e gnocca come se piovesse. Avete dieci secondi per farvi venire in mente di quale altro film stiamo parlando. Ecco, così. Bravi. Le immagini sul sito ufficiale spingono a riflettere su a) quanti soldi si sia fatto dare Pacino a questo giro e b) in quante scene sia sia fatto inquadrare mentre urla strabuzzando gli occhi.
Le mele di Adamo era il candidato ufficiale della Danimarca agli ultimi Oscar. Però non ce l'ha fatta a entrare in cinquina. Trama: uno skinhead in libertà provvisoria viene affidato alle cure di un pastore luterano che vive in una piccola comunità di mentecatti. Segue conflitto. Messa così sembra lo Scary Movie del Dogma. Poi invece magari viene fuori che va tutto preso sul serio. Il regista è l'ex sceneggiatore di Mifune, quindi non potranno mancare: una mignotta con figlio parolacciaro; un handicappato; una scena di pissing; una metafora dell'eterna lotta tra il Bene e il Male. Sito ufficiale italiano senza infamia e senza lode.
Sopra e sotto il ponte. ... E tutto d'un tratto, la sinossi: "Delusi dal rapporto che hanno con i rispettivi genitori, due ragazzi innamorati, Alessandro, figlio di un commerciante e Deborah la cui madre é disposta pure a prostituirsi pur di garantire una vita agiata alla figlia e a se stessa, decidono di incontrarsi sopra un ponte...". Testuale, giuro. Distribuisce il Luce (una garanzia). Neanche l'ombra di un sito ufficiale.
Violetta
(dai, che settimana prossima torna Kekkoz. Fate i bravi.)
(scrocchia le dita)
A giudicare dal trailer, Ti va di ballare? è il remake non dichiarato di Pensieri Pericolosi. Con Banderas al posto di Michelle Pfeiffer, il ballroom dancing (un miscuglione di salsa, merengue, cha cha cha, fox trot e scivolate al rallenty) al posto delle poesie e i ghetti di Niù Iòrk al posto di quelli californiani. Così d'amblé sarebbe il film da deridere della settimana (anche se americano), ma a casa sua la critica ha adottato unanime il mantra "pensavo peggio". Mah. Da noi distribuisce la Eagle, che alcuni anni fa portò a casa un botto di quattrini imprevisti con Save the Last Dance e da allora ci riprova a ogni accenno di bassa stagione. Il sito ufficiale propone, tra le altre cose, una sfida a Dance Dance Revolution (mi sembra il minimo).
Chiedi alla polvere è il film che Robert Towne ha cercato di mandare in porto per dieci anni. Alla fine Tom Cruise gli ha dato corda - forse in cambio di quaranta revisioni alla sceneggiatura del prossimo Mission: Impossible - e il nostro ce l'ha fatta. Poi il film è rimasto a prendere l'umido sugli scaffali della Paramount Classics per più di un anno, guadagnandosi un'uscita in sordina a Gennaio. Ma il bellissimo romanzo di John Fante è molto più conosciuto qui che a casa sua, e nella parte di Arturo Bandini c'è Colin Farrell (brrrrrrr), quindi la distribuzione italiana lo sta pompando mica da ridere. Se riuscite a superare l'impatto del trailer - praticamente la prossima pubblicità del Pampero, ma con Colin Farrell - a occhio e croce il più è fatto. Sito ufficiale della settimana, comunque.
The Listening - In ascolto. Ancora Echelon, sempre Echelon. Che stavolta va a complicare la vita della povera Maya Sansa e di un manipolo di spie. Il regista è il figlio ventinovenne di Claudio Martelli, ma su questo dettaglio la promozione ha (giustamente?) sorvolato, concentrandosi sull'esaltazione del genio italico e sui miracoli che si fanno oggigiorno con il low budget signora mia. Freddine, per ora, le reazioni alle proiezioni stampa. Il sito ufficiale permette di scandagliare i primi 10' minuti di film: giudicate da soli.
Firewall - Accesso negato. Alla faccia dell'andropausa: dopo tre anni di assenza dallo schermo, e con il miraggio di un nuovo Indiana Jones sempre più lontano, Harrison Ford sceglie di tornare tra i vivi con un thrillerazzo del genere "oggiesù ! un biondastro diabolico si è intrufolato nel mio (fill the blank) !". Il biondastro è Paul Bettany, leader carismatico di un gruppo di fighetti, deciso a ripulire i conti della banca per cui Ford garantisce la sicurezza informatica. Ma cosa garantisce, che ha sessant'anni per gamba? Per essere un Internet thriller il sito ufficiale è tirato via: pessimo segno.
Basta un niente Copio e incollo la sinossi di FilmUp: "Ivo, Rosario e Peppe sono tre amici che abitano in un paesino sul Golfo di Napoli, e trascorrono la loro vita cercando di sbarcare il lunario anche suonando in alcuni locali, nonostante la loro musica non raccolga tanti consensi. Quando si apprende la notizia della morte di Paolo e’Fierro, mafioso locale, in realtà fintosi morto per non dover dividere il bottino del suo ultimo colpo con il boss locale, i tre amici pensano che anche a loro serve un colpo, una rapina, che gli permetta di sollevarsi dalla mediocrità in cui stanno scivolando, basta solo trovare il luogo adatto..." Che naturalmente non saranno i ghetti di Niù Iòrk, se no Banderas gli fa un mazzo tanto a colpi di rumba. Mistero cosa ci faccia qui Lorenza Indovina. Per visitare il sito ufficiale ci vuole la lente di ingrandimento.
Il grande Nord e Il cane giallo della Mongolia. Al solo pensiero che questi film vengano considerati "rispettabili" mentre The Devil's Rejects se lo cuccheranno relativamente in pochi mi viene voglia di cementificare l'intero litorale tirrenico. Lo so, è un problema mio, andiamo avanti. Il poster del Grande Nord promette emozioni alla Zanna Bianca, anche se si tratta di un documentario, dedicato a un autentico trappeur (cacciatore) che perlustra i selvaggi spazi dello Yukon in cerca di avventure insieme alla moglie indiana e al fedele cane da slitta (non manca mai). In Francia ha fatto sfracelli, ma ricordate che pure La marcia dei pinguini veniva da lì. Il cane giallo della Mongolia è il nuovo film della regista de La storia del cammello che piange, che non ho visto e non ne ricordo il motivo. Gli appassionati si accomodino: per tutti gli altri, un futuro riempitivo di palinsesto in attesa del prossimo softcore su Sky Max. Sito ufficiale del primo notevole; del secondo un po' meno.
Rischio a due. Per celebrare alla grande la settimana dei remake non dichiarati non poteva mancare l'opera terza di D.J. Caruso (dopo The Salton Sea e il temibile Identità Violate). Un ex campione di football (Matthew Mc Conaughey) con l'espressione perennemente stupefatta subisce l'affabulazione di un magnate delle scommesse legalizzate, che cerca di farne il suo erede offrendogli denaro, fortuna e gnocca come se piovesse. Avete dieci secondi per farvi venire in mente di quale altro film stiamo parlando. Ecco, così. Bravi. Le immagini sul sito ufficiale spingono a riflettere su a) quanti soldi si sia fatto dare Pacino a questo giro e b) in quante scene sia sia fatto inquadrare mentre urla strabuzzando gli occhi.
Le mele di Adamo era il candidato ufficiale della Danimarca agli ultimi Oscar. Però non ce l'ha fatta a entrare in cinquina. Trama: uno skinhead in libertà provvisoria viene affidato alle cure di un pastore luterano che vive in una piccola comunità di mentecatti. Segue conflitto. Messa così sembra lo Scary Movie del Dogma. Poi invece magari viene fuori che va tutto preso sul serio. Il regista è l'ex sceneggiatore di Mifune, quindi non potranno mancare: una mignotta con figlio parolacciaro; un handicappato; una scena di pissing; una metafora dell'eterna lotta tra il Bene e il Male. Sito ufficiale italiano senza infamia e senza lode.
Sopra e sotto il ponte. ... E tutto d'un tratto, la sinossi: "Delusi dal rapporto che hanno con i rispettivi genitori, due ragazzi innamorati, Alessandro, figlio di un commerciante e Deborah la cui madre é disposta pure a prostituirsi pur di garantire una vita agiata alla figlia e a se stessa, decidono di incontrarsi sopra un ponte...". Testuale, giuro. Distribuisce il Luce (una garanzia). Neanche l'ombra di un sito ufficiale. Violetta
(dai, che settimana prossima torna Kekkoz. Fate i bravi.)
postato da: sestaserasonoqui alle ore 18:29 | Permalink | commenti (18)
categoria:firewall, chiedi alla polvere, the listening, ti va di ballare, il cane giallo della mongolia, basta un niente, il grande nord, rischio a due, le mele di adamo, sopra e sotto il ponte
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