venerdì, 20 novembre 2009
Ce n'è per tutti è il secondo film di Luciano Melchionna dopo Gas, ed è il film di cui state leggendo in giro quando sugli internets cercate ambra nuda bionda sexy. In realtà il film sembra più curioso della sua pietosa campagna promozionale, poster con ambra nuda coatta sexy compreso: l'idea del ragazzo che si mette in bilico sul Colosseo e diventa il baricentro di una serie di personaggi è un po' teatrale (infatti viene da una piece) oltre che, come direbbe Stanis Larochelle, "molto italiana" - ma non è che sia una cosa malvagia di per sé. Oppure sì? Mh. A giudicare dal trailer però il film sembrerebbe girato un po' alla cazzo di cane (scusate, è che Boris mi manca tantissimo) oltre che probabilmente il film peggio recitato di sempre, con la Ramazzotti imbruttita e con ambra angiolini coatta sexy nuda con il cazzo - scusate mi sono impallato, dicevo, con Ambra Angiolini che ormai sembra avere un solo obiettivo nella vita: diventare la nuova Sabrina Ferilli.



New Moon è uscito già mercoledì 18 novembre ed è il secondo film della saga di Twilight. Ha prevedibilmente monopolizzato le sale cinematografiche e se ne parla già abbastanza in giro - va tutto a suo vantaggio: io butto la spugna. Come è giusto che sia: non me ne fotte un cazzo.






Planet 51 è un film d'animazione con voci di personaggi famosi che non sentirete, diretto da Jorge Blanco per gli Ilion Animation Studios, uno studio d'animazione con sede a Madrid che esordisce nel lungometraggio animato proprio con questo film. Un nuovo concorrente per le allegre minchiate della Dreamworks? Spagnolo, peraltro? Ma nemmeno per sogno: il film esce oggi anche in patria ma le prime recensioni confermano l'impressione che già i trailer ci avevano dato - quella di un'altra poverata da due soldi messa su per sfruttare l'appeal ormai incontrastato dei film d'animazione digitale. Passiamo oltre.



Poesia che mi guardi è inanzitutto un film che si intitola Poesia che mi guardi. Per me si potrebbe anche chiudere qui. Diretto da Marina Spada, già regista di Come l'ombra (che purtroppo non ho visto, eh, pardon, che sarà mai, pace all'anima mia, sticazzi) è un misto di fiction e documentario che ruota intorno alla figura della poetessa italiana Antonia Pozzi, morta suicida nel 1938. Antonia Pozzi? Seriamente? YAWN. Senza dubbio è la Pozzi sbagliata. La battutaccia è facile oltre che brutta, ma il trailer (che non sono riuscito a finire per quanto mi dava il nervoso) dà proprio la medesima sensazione del titolo, quella di una roba fatta per essere vista in quattro nel soggiorno dei suoi autori, compiacendosene, senza un briciolo di interesse per il pubblico. Ma lo so bene che mi sbaglio!, come dirà senz'altro anche lo stagista incaricato di lasciare commenti anonimi sui blog. Eh, mi diverto così.



La prima linea è un tale emblematico esempio di "film di cui tutti hanno parlato ma che nessuno ha ancora visto" che la distribuzione ha scelto di promuoverlo con la tagline "il film di cui tutti hanno parlato ma che nessuno ha ancora visto". Geniale. Perché se ne parla tanto da così tanto? Perché i due protagonisti sono dei temibili terroristi ma gli attori che li interpretano sono affascinanti e boni. Tutto lì? E quindi? In realtà il film, tratto dall'autobiografia del terrorista Sergio Segio e diretto da Renato De Maria, ancora amatissimo da una schiera infinita di sopravvissuti del DAMS per il suo Paz! (anche se non è che dopo abbia fatto granché), è molto più interessante delle polemicucce che si porta dietro - motivo per cui mi rifiuto anche di dar retta alla gran parte delle opinioni espresse dai giornali italiani. Dopo averne intravista una di Libero, non le cerco nemmeno più. Diciamo che così, a pelle, mi sembra roba buona. E questo è un blog a pelle. Poi magari uno si sbaglia - dopotutto, settimana scorsa ho scambiato l'agente di True Lies con il terrorista di True Lies.



Segreti di famiglia è il pallosissimo titolo italiano di Tetro, il nuovo film di Francis Ford Coppola. Che, come sapete, dopo 10 anni di silenzio è tornato a fare cinema due anni fa con Youth without youth (film che da allora è lì a due metri da me che mi dice guardami, guardami e io gli rispondo legami a una sedia e forse, legami a una sedia e forse). Senza aver visto quello, è difficile capire davvero quale sia la piega che ha preso il suo cinema: ma la bomba non si nega a uno che ha girato alcuni dei massimi capolavori della storia del cinema americano - e senza dubbio Tetro sembra una cosetta affascinante, e già con l'idea di girare in questo bellissimo digitale in bianco e nero mi ha quasi del tutto convinto. E poi c'è Vincent Gallo. Nota di colore: non solo il titolo, ma anche il trailer italiano fa vomitare merda.



Valentino: L'ultimo imperatore è un documentario sullo stilista diretto da Matt Tyrnauer, un corrispondente di Vanity Fair, e, con mia stessa grande sorpresa e complice una concorrenza composta da scoreggine, è probabilmente molto bello. La critica è stata infatti conquistata da questo esordio, e per quanto mi riguarda c'è un solo minuscolo ostacolo, quello per cui di Valentino non me ne frega un berlusconi - vabbè, quando lo vedrò cercherò di far finta che il film parli di cose davvero interessanti tipo astronavi antichissime o il latte con gli Oreo. A volte funziona.




Il viaggio di Jeanne è il titolo italiano di Les grandes personnes, l'ultimo film in ordine alfabetico della settimana - quello dove non mi sbatto. Coproduzione franco-svedese diretta da Anne Novion, il film è BOH. Non riesco a immaginare niente di meno interessante. Pezzotta l'ha stroncato: per me basta e avanza.


postato da: kekkoz alle ore 13:22 | Permalink | commenti (9)
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