
Caccia spietata è il titolo italiano di
Seraphim Falls, film d'esordio del regista televisivo David Von Ancken. Uscito più di un anno fa e ambientato alla fine della guerra civile americana, una specie di western dai toni metafisici con Liam Neeson e un barbutissimo Pierce Brosnan. Al di là dell'interesse praticamente nullo di per sé, il film è praticamente invendibile da noi: e infatti lo distribuisce la Igol Pikciurs. Io ve l'ho detto.

Cargo 200 è un film russo diretto da Alexey Balabanov presentato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia, ed è un thriller ambientato alla fine degli anni '80. Qui si guarda con discreto interesse da tempo al cinema russo contemporaneo "di genere": in questo caso siamo davanti a un film che ha fatto discutere, che fa un discorso abbastanza tosto sul clima dell'Unione Sovietica, e che pare sia molto duro, crudo, cupo, tutte quelle parole con la u e con la o che generalmente ci piacciono tanto, come pugno, sputo, culo, muro, lupo, fuco. Un film fuco. Astenersi cuori buoni e coppiette limonatrici.

Carnera - The Walking Mountain (sì, proprio così, con il sottotitolo inglese) è un film italiano diretto da Renzo Martinelli e ispirato, va da sé, alla vita del celebre pugile Primo Carnera.
Ok stop, you had me at Martinelli: il regista brianzolo è noto infatti prima di tutto per essere un rompipalle dalle discutibili inclinazioni politiche, che sfoggia con orgoglio nei suoi film - abbiamo bisogno di un recupero di questo machismo littorio da canotta? - e che sbandiera da sempre come opposizione al famoso salottino dandiniano eccetera. E loro hanno Clint Eastwood. Ma non stiamo qui a giudicare l'uomo, parliamo dei film: nel salottino abbiamo Virzì e Moretti, sull'olimpo martinelliano abbiamo
Porzus,
Vajont,
Piazza delle cinque lune,
Il mercante di pietre. E ora
Carnera. Fermate. Questo. Tizio.

Chi nasce tondo è il secondo film di Alessandro Valori dopo
Radio West, quel film co-scritto da Marco Bellocchio che venne lanciato come "il film in cui Taricone mostra il suo talento d'attore vero e non solo di mucciniano inculatore di minorenni" e che stranamente nessuno si filò. Non andrà diversamente per un film lanciato malissimo (distribuisce il Luce) e che ha come unico selling point la presenza di Valerio Mastandrea, che equivale a promuovere un film perché dura 90 minuti, o perché ci sono delle persone che si muovono e parlano sullo schermo. Nulla di tutto questo gli impedirà di essere guardabile: fatemi sapere. E fatemi sapere come finisce il proverbio, che non me lo ricordo. Chi nasce tondo muore rimbalzando? Chi nasce tondo scivola fuori meglio?

Chiamami Salomé è un film assolutamente incredibile diretto da Claudio Sestrieri (mh, ok) e pronto ormai da duecento anni: targato infatti 2005, è spuntato fuori in un paio di festival - divertente, sei stato al Roma Independent Film Festival e poi nel sito dici che sei stato alla Festa Internazionale del cinema di Roma, com'è questa cosa, eh furbacchione? - per poi sparire di nuovo nell'oblio. Un adattamento del dramma di Oscar Wilde con Ernesto Mahieux nel ruolo di Erode (!) e con l'immancabile Elio Germano che - tenetevi forte! - nel ruolo del profeta (!!) sfoggia una folta barba (!!!) e i rasta (!!!!). C'è pure sulla locandina, Elio Germano a petto nudo con i rasta e la barbona. Non ce la faccio più.

Mongol è una coproduzione di Kazakhstan, Russia e Mongolia (con capitali tedeschi) ed è diretto da Sergei Bodrov, sessantenne regista di una notevole quantità di film, il cui più noto è forse
Il prigioniero del Caucaso.
Mongol era invece nella cinquina per l'Oscar come miglior film straniero proprio quest'anno, dove è stato battuto dall'austriaco
Il falsario. L'idea di trovarmi davanti Tadanobu Asano nel ruolo di Gengis Khan mi provoca fremiti interiori ed esteriori tali da non permettermi di esprimere un giudizio oggettivo. Aggiungeteci che il direttore della stupenda fotografia è quello dei film di Bekmambetov, e che, oh, insomma, è
un fottuto film su Gengis Khan, che cazzo.

Notte brava a Las Vegas è il titolo italiano di
What happens in Vegas... Almeno ci hanno risparmiato i puntini di sospensione, ma visto che questo è un film per postadolescenti scemi, vorrei sapere quali e quanti postadolescenti scemi conoscete che usano il termine "notte brava". Al di là di questo,
what happens in Vegas? Capita che Cameron Diaz e Ashton Kutcher (uno che di tardone se ne intende) vincono una sommetta e si sposano ubriachi: e come faranno a dividersi la sommetta ora che hanno l'hangover e si stanno sul cazzo? Yawn. 4.1 di media su IMDB, come se ce ne fosse bisogno. Pare che i due attori abbiano recitato davvero ubriachi. Ma va? Ehi scusa, ha chiamato Stanislavskij,
rivuole indietro il suo metodo. E che palle poi, questo luogo comune: io ci sono stato a Las Vegas, e mica mi sono sposato. Almeno, spero.

Sfiorarsi è un altro film italiano con la muffa: su IMDB ha ancora come data d'uscita un freddo giorno di Febbraio di due anni fa. E invece no, esce adesso. Toh. Pensa. Diretto e interpretato da Angelo Orlando, un attore dal volto notissimo e che, per dio, potrebbe limitarsi a fare la cazzo di macchietta del salernitano timido senza scomodarsi a dirigere film: 10 anni fa rubò un soggetto a Stephen King confezionando lo scultissimo
Barbara - che personalmente mi divertì davvero moltissimo, nonostante fosse una porcheria. Ho detto tutto. La controparte femminile è Valentina Carnelutti, che ci piace, ma che di recente è un po' dappertutto, una specie di Valerio Mastandrea con la vagina. Brr.

Slipstream - Nella mente oscura di H. è un film diretto da Anthony Hopkins, e per l'esattezza è la sua terza regia. Anthony Hopkins ce lo siamo giocati quando ha accettato di fare
Hannibal: dobbiamo ancora considerarlo ancora una persona seria e/o un attore valido per roba che ha fatto ormai 10 o 15 anni fa? Per dire,
Slipstream è un film che nessuno voleva nemmeno avvicinare, un delirio programmatico che Hopkins ha scritto - dichiaratamente - per scherzo, girato soltanto per l'intervento di un mecenate anonimo (true story) e completato grazie all'aiuto di sei studenti in cambio di crediti universitari. Gesù. Cristo. Presentato al Sundance l'anno scorso (non 2008, ma nel 2007) il film incontrò reazioni di "confusione" e addirittura di "derisione". Fantastico. Fan-ta-sti-co. Non sei nessuno, Francis Ford Coppola.

Solo un bacio per favore è un film di Emmanuel Mouret (quello di
Cambio d'indirizzo) ed è una commedia romantica francese. Devo proprio? Va bene. Mh, vediamo. Ehi, c'è Virginie Ledoyen! Lei è fica! Mh. No, dai, è inutile. Pensatore, e non ci pensiamo più.

Speed Racer è uno dei film più svergognatamente attesi di questo periodo, e l'hanno visto ancora in pochi, e questo rendere difficile un'analisi del gradimento critico. Ma per ora, non va proprio benissimo. Anzi. Tratto da un famosissimo anime giapponese, noto da noi con il titolo
Superauto Mach 5 (e internazionalmente appunto come
Speed racer), il ritorno alla regia dei fratelli Wachowski a 5 anni dalla conclusione di quella trilogia là. Ai tempi del primo Matrix si diceva che il valore degli Wachowski - che prima avevano girato quella brutta lesbicata - si sarebbe misurato solo sulla distanza, e sarebbe stato messo alla prova da cose "differenti". Eccola, la cosa differente: ma è ancora una volta un film che si propone di piazzare sul mercato qualcosa di nuovo, di cambiare le carte in tavola, come fecero quasi 10 anni fa. Quindi: un film-manga, tutto colorato e caramelloso, un giocattolone rumoroso e barocco: non si può negare che i due abbiano fegato da vendere. E almeno per quanto mi riguarda, non vedo l'ora.